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Razzisti anche a sinistra. Ma ci servono 20 milioni di immigrati in 20 anni…

Razzisti anche a sinistra. Ma ci servono 20 milioni di immigrati in 20 anni...

Razzisti anche a sinistra. Ma ci servono 20 milioni di immigrati in 20 anni… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini e Business, con il titolo “Razzisti di sinistra, perbene“:

C’è un’ombra di razzismo anche a sinistra, inutile negarlo. Basta vedere di quanta ammirazione gode il ministro Minniti per essere riuscito a fare ordine nell’arrivo degli immigrati. E si cerca di ricorrere a ragionamenti complessi per nascondere le tracce di razzismo.

Di recente c’è chi si è esibito in un calcolo raffinato. Ha elencato la popolazione attiva (quella che essendo in età di lavoro, lavora davvero o è in cerca), e ha constatato che in Italia abbiamo una bassa quota di popolazione attiva. Conclusione: non ci servono lavoratori stranieri, basta che rendiamo attivi i nostri, soprattutto le donne.

Spreco di intelligenza e di tempo. Basta contare i disoccupati (tre milioni) per arrivare alla conclusione che qui non servono nuovi lavoratori, ma lavori.

Quello che non si dice (e ecco l’ombra del razzismo) è che non ci servono nuovi lavoratori: ci serve popolazione. Se la Germania della signora Merkel ha importato di colpo un milione di siriani qualche ragione deve aver avuto. E è la nostra stessa ragione: calo demografico naturale. I tedeschi come gli italiani, fanno pochi figli.

La situazione italiana è chiarissima e ben studiata dall’Istat: da qui al 2065 è previsto che la popolazione italiana diminuisca di 11,5 milioni, in compenso l’immigrazione fornirà 12 milioni di nuovi abitanti (in realtà ne arriveranno quasi 20 milioni, ma ci sono anche le emigrazioni).

Senza i detestati immigrati, da qui al 2065 la popolazione italiana si ridurrebbe di oltre 11 milioni di abitanti, scivolando sotto i 50 milioni complessivi. Solo con gli immigrati si riuscirà a mantenere una certa stabilità intorno ai 60 milioni.

Va precisato che le previsioni demografiche sono abbastanza accurate: chi avrà 50 anni fra 50 anni è già qui, basta contarlo.

Il razzista, di destra o di sinistra, ha comunque la risposta già pronta: in meno si sta meglio, ci spartiamo in pochi una torta che già non è ricca.

E questo è il grande errore. Le società che perdono popolazione si ritrovano, inevitabilmente, con una popolazione invecchiata. E le popolazioni vecchie non hanno voglia (o la capacità) di riprodursi e tendono a essere conservatrici per continuare a vivere in un mondo che conoscono.

Le società con popolazioni invecchiate finiscono quindi in una spirale di degrado (e di ulteriore invecchiamento), quasi impossibile da capovolgere.

La conclusione alla quale si arriva è che da qui al 2065 ci servono non 1500 o 20000, ma venti milioni di immigrati. A quel punto la popolazione italiana sarà fatta per oltre un quarto di immigrati.

Il lavoro grosso, per Minniti e i suoi successori, sarà quello di fare in modo che questi immigrati arrivino in un modo ordinato e che siano integrati al più presto nella società italiana, cosa che finora non è stata fatta e che è all’origine di tante tensioni razziali, inevitabili con gente che vaga per l’Italia senza casa, senza reddito, senza famiglia.

I razzisti, mascherati, di destra o di sinistra, devono quindi rassegnarsi: o accettano da qui il 2065 l’arrivo di 20 milioni di immigrati o scelgono di vivere in una società che poco a poco si spegne.

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