Blitz quotidiano
powered by aruba

Rcs, nessuno può perdere: Cairo, Bonomi…

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business con il titolo Rcs/ Nessuno può perdere:

Solo venerdì sera si saprà se il gruppo Rcs-Corriere passa di mano e finisce a Cairo oppure se rimane grosso modo dove si trova ora, cioè presso quel che resta dell’ala nobile del capitalismo italiano. Quello che per ora si comincia a capire, però, è che forse nemmeno venerdì sera tutto sarà chiaro. E’ possibile infatti che la conta delle azioni sia seguita da ricorsi e da carta bollata.

Già adesso Cairo accusa i suoi avversari di aver sparso false notizie sul suo conto, al fine di scoraggiare gli azionisti che volessero aderire alla sua offerta (e ha un po’ ragione).

Al di là di questi aspetti giudiziari, sembra di capire che le possibilità per Cairo  di diventare proprietario del Corriere sono oggi uguali a zero. La cordata avversaria è sopra il 27 per cento (partiva avendo un 22 per cento già  in tasca) mentre l’editore della 7 è sotto il 12 per cento (avendo ricevuto un buon 4 per cento da Banca Intesa, sua finanziatrice nell’impresa). Da meno del 12 per cento a avere una quota di controllo è lunga la strada.

Anche se va detto che questi risultati parziali contano poco: gli azionisti Rcs sono soprattutto persone e istituzioni che in questi anni hanno perso molti soldi e quindi è ovvio che adesso aspetteranno fino all’ultimo minuto per vedere da che parte buttarsi o se vendere direttamente in Borsa. Tutto si deciderà, quindi, probabilmente nel pomeriggio di venerdì, nelle ultime ore utili per scegliere.

Ma bisogna aggiungere ancora qualcosa. La battaglia (che ha anche un contenuto politico, inutile negarlo) è di quelle dove nessuno dei contendenti può perdere. Se infatti Cairo dovesse soccombere, per lui sarebbe una sorta di condanna a vita alla marginalità: persa questa occasione, gli resta quello che ha già, che è molto poco. Una televisione che non arriva al 4 per cento di audience, e che quindi conta solo in qualche salottino politico romano, e una serie di giornali senza alcun contenuto politico rilevante (ecologia, giardinaggio, gossip). E in giro, almeno in Italia, da assaltare non c’è più niente, se non roba spicciola sparsa per la penisola. Quindi Cairo “deve” vincere, se vuole avere un futuro.

Ma anche i suoi avversari sono nelle stesse condizioni. Rappresentano, come si diceva una volta, il gotha della finanza, l’ala nobile del capitalismo italiano, e sono gli stessi che ormai da anni controllano la Rcs. Hanno lanciato di gran carriera la sfida a Cairo quando si sono visti assaltati: adesso devono vincere. Non possono farsi soffiare il Corriere da un emergente come l’editore della 7. Sarebbe la prova provata che non contano più niente, che il loro tempo è definitivamente finito.

Poiché nella cordata avversaria di Cairo ci sono  Mediobanca e Andrea Bonomi, entrambi grandi specialisti di guerre di Borsa e di scalate a società, non si può escludere qualche colpo di scena, tipo l’acquisto di qualche grosso pacco di Rcs da investitori istituzionali, magari anche già avvenuto e parcheggiato in qualche luogo fuori mano.

Ripeto: nessuno qui può perdere. E quindi dobbiamo aspettarci di tutto.