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Referendum: D’Alema diede l’Italia a Berlusconi, ora vuole il Medio Evo di Beppe Grillo

ROMA – Referendum: D’Alema per odio verso Prodi diede l’ Italia in mano a Berlusconi, ora per odio contro Renzi ha scelto di buttarci nel baratro del Medio Evo di Beppe Grillo. Vent’anni dopo la storia si ripete, profetizza amaro Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

“Adesso è tutta una gara di sciocchezze. Se vince il no non succede niente. Renzi deve rimanere. E cose così.

Invece non è vero niente. Succederà di tutto. Se dovesse vincere davvero il no, anche D’Alema a quel punto si renderebbe conto di aver fatto la coglionata della sua vita. In pratica avrebbe servito l’Italia su un piatto d’argento a Grillo. Di fatto, per una questione di ripicca personale, avrebbe svenduto il paese, e quel poco  che resta della tradizione della sinistra, a una banda di ciarlatani.

E’ vero che per lui non si tratterebbe di una novità. Fornendo una mano a affossare Prodi, a suo tempo, ha consegnato il paese a Berlusconi. Ma con il Cavaliere eravamo ancora nei recinti della politica, bene o male. Adesso, invece, siamo nel territorio della setta, dell’ignoranza politica più totale. Del disastro annunciato.

Cerchiamo di capire perché.

Se dovesse vincere il no, D’Alema e i suoi amici Bersani e Cuperlo avrebbero un bel gridare, ma il vincitore morale e politico sarebbe appunto Grillo. Da questa vittoria (se dovesse esserci) il suo Movimento ricaverebbe una spinta formidabile. Impossibile da fermare. I pentagrullini potrebbero sempre sostenere, citando appunto D’Alema, di essere stati loro a fermare la deriva autoritaria imminente.

D’Alema a quel punto avrebbe in mano un partitino (dentro o fuori il Pd, non importa) di scarso peso e ancora di più scarso seguito.

Immagino già la sua risposta (la stessa che diede a proposito di Berlusconi: quello me lo mangio in mezz’ora, non sa niente di politica). Poi se lo è tenuto per vent’anni.

Questo, a parte le conseguenze economiche (che sarebbero pesantissime), è quello che può accadere: assegnare a Grillo una vittoria sul campo che poi potrà essere smontata solo nel corso di anni e anni, se Renzi avrà ancora voglia di perdere tempo con questo paese.

Quindi non è vero che non succederà niente se vince il no. Semplicemente, sarà il funerale di ogni ipotesi di sinistra e riformista in Italia e il trionfo dell’irrazionalità: uscita dall’euro, decrescita felice, reddito di cittadinanza, alimentazione vegana, guerra ai vaccini. Insomma, una sorta di nuovo Medioevo, in pieno 21esimo secolo”.


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