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Juve e Napoli testa a testa fino alla fine: ma gli arbitri..

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ROMA – Vecchio mio, campionato caro, finalmente ti riconosco. Ecco servita la polemica, e pour cause. Il Torino perde il derby (4-1) e Ventura si infuria con Rizzoli (“il miglior arbitro al mondo”), gli concede ed è una aggravante, che cancella il gol di Maxi Lopez che avrebbe riportato il risultato in parità, sul 2-2, e perdona Bonucci e Alex Sandro, meritevoli di espulsione. Niente da eccepire. Ventura ha ragione da vendere purtroppo non è una novità. Gli arbitri ai giocatori della Juve permettono licenze vietate a tutti gli altri. Il gol annullato? Maxi Lopez è perfettamente in linea con Cuadrado e dunque il gol è regolare al cento per cento. L’abbaglio è dell’assistente Cariolato che induce in inganno l’arbitro. Ma il danno ai granata resta.

Fatto sta che Madama continua a correre e mostra di aver assorbito bene la scoppola di Monaco. Tempra da Juve, insomma. Il Napoli risponde a tono. Tre gol ad un coriaceo, irriducibile Genoa che tiene il Ciuccio in in scacco per 80′. Solito Higuain monstre, altra doppietta e fanno 29 gol, record personale assoluto. Dategli il pallone in area e ci pensa lui. La lotta per lo scudetto sarà palpitante fino all’ultimo.

Il resto è noia? No non proprio. Roma e Inter hanno dato vita ad una bella sfida, la Benamata finalmente all’altezza del suo lignaggio e delle conclamate ambizioni, ha sfiorato l’impresa. Mancini ha finalmente trovato la quadra, con due mediani, uno, Medel di lotta, l’altro, Brozovic, di governo – e che governo!- e Perisic padrone dalla fascia sinistra e goleador. Unico corpo estraneo, Eder, che non riesce a calarsi nella parte. Gli tocca fare la prima punta, in attesa di Icardi, ma non è precisamente pane per le sue mascelle. Peccato. Aver tenuto in rispetto la Roma, reduce da otto successi di fila, è un grande risultato. Ma da qui a parlare di rimonta sulla Lupa, che viaggia cinque punti avanti, ce ne passa.

Arranca il Milan, fermato sul pareggio dalla Lazio, reduce dalla batosta europea contro lo Sparta Praga. Difficile per entrambe il sogno europeo, il destino di Pioli è segnato, quello di Mihajlovic quasi. Neppure la vittoria della Coppa italia lo salverebbe. Berlusconi ha deciso di cambiare ancora, alla faccia della squadra che vorrebbe Sinisa in panca anche in futuro. Probabile destinazione del serbo, la lazio, che è casa sua.

Moltissimi errori arbitrali (Giacomelli, Valeri, Tagliavento, Orsato) costellano la trentesima giornata. Rigori negati, (a Frosinone e Fiorentina, Milan e Roma), gol concessi nonostante fossero viziati da falli di gioco (il secondo di Higuin e il secondo dell’Atalanta), valutazioni difformi in termini di cartellini gialli e rossi nell’ambito della stessa partita. La squadra arbitrale incoccia in una giornata nera. Sarà bene intervenire e richiamare i fischietti. Tocca a Nicchi e a Messina.

In coda si riaccende la lotta e soltanto il Verona, sconfitto in casa dal Carpi, è ormai tagliato fuori. I tre punti degli emiliani e il pari interno del Frosinone rilanciano le due squadre che risalgono a accorciano le distanze. Preziosa la vittoria dell’Atalanta che schizza a 33 punti superando la Sampdoria, nuovamente nei guai dopo la sconfitta casalinga con il Chievo. Respirano il Palermo di Novellino (pari a Empoli) e l’Udinese di De Canio, 1-1 sul difficile campo del Sassuolo. I giochi non sono fatti, assolutamente no.