Renzo Parodi

Serie A riaperta: pazza Inter, no ammazzatutti. Ma la Juve..

Serie A riaperta: pazza Inter, no ammazzatutti. Ma la Juve..

Mancini dopo la sconfitta dell’Inter con la Lazio (foto Ansa)

ROMA – Pazza Inter, recita l’inno della Beneamata e così è. Nella serata ideale per spiccare il volo l’Inter ruzzola brutalmente dal trono, conserva il primato (risicato) in classifica con un punto sulla coppia Napoli-Fiorentina ma segnala di non avere ancora la maturità della grande squadra. Peccato. La follia di Melo (rigore ed espulsione) sigilla una sconfitta che era nell’aria.

Peggio per la comare nerazzurra, meglio per il campionato che ritrova linfa e incertezza. Giornata fausta per tutte le inseguitrici, che fanno bottino pieno, il Napoli piega la coriacea Atalanta (doppietta del solito strabordante Higuain), la Fiorentina si sbarazza dl Chievo, il Milan risorge a Frosinone dove aver gettato lo sguardo nell’abisso. Qualcosa si muove. Soprattutto dalle parti della Juventus, settima vittoria consecutiva in casa del Carpi, con brivido finale che ha fatto salire la pressione ad Allegri. Data frettolosamente per finita nella lotta per i quartieri altissimi – l’inizio era stato scoraggiante – Madama in umiltà e silenzio ha recuperato posizioni e ora è quarta, un punto sorra lòa Roma e appena tre sotto l’Inter capolista. Insomma i conti sono presto fatti. C’è caso che alla fine il duello tricolore incoroni le fidanzate d’ìItalia col Napoli terzo incomodo.

Bellissimo campionato in termini di incertezza di risultati un po’ meno sotto il profilo tecnico. L’ammazzatutti non c’è ed un bene. L’Inter è solida ma difetta di fantasia e imprevedibilità. Il Napoli è una gran bella macchina, molto legata però agli estri del suo bomber reale. La Fiorentina non molla ma l’organico non garantisce i ricambi necessari. Il ranking attuale è quello che indica la classifica che quasi al giro di boa non mente, il mercato di gennaio però potrebbe ritoccare qualcosa, in meglio o in o peggio. Sassuolo ed Empoli sono le sorprese assolute, e agli emiliani manca la partita col Torino (brutto capitombolo interno con l’Udinese, dopo la scoppola nel derby di coppa: la piazza è in tumulto) che potrebbe issarli a stretto contatto con la corte reale. Onore all’antico Maccarone (doppietta al Bologna) che non tramonta mai. E al mite Giampaolo che non allena i giornalisti ma conosce il suo mestiere e attendeva giusto una piazza quieta e rispettosa come Empoli per far risaltare le proprie qualità.

In fondo al calderone si brucia le penne il Genoa (quarta sconfitta di fila in campionato più l’eliminazione in coppa) battuto da una Roma che sta poco meglio in salute ma possiede qualche arma davanti che il Grifone non ha. Quart’ultimo posto a due lunghezza dal Frosinone, roba da brividi. Alla ripresa si gioca il derby. L’altra genovese, la Sampdoria, trova la prima vittoria dell’era Montella contro il Palermo, illuminata dalle sopraffine giocate di Cassano. Gira e rigira alla fine chi dà del tu al pallone finisce sempre per avere ragione.

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