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Serie A: ricanta Napoli, Juve ok. Giù Inter e Roma. Milan…

Serie A: ricanta Napoli, che deve stare attento più alla Juve che all'Inter. Male la Roma all'esordio di Spalletti. Il Milan torna a rivedere l'Europa.

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ROMA – Il punto sulla Serie A dopo la ventesima giornata.

Ricanta Napoli. Non era dunque effimero il primato azzurro al giro di boa. La vittoria sul coriaceo, irriducibile Sassuolo consolida la leadership della squadra di Sarri, un riuscito mix di tecnica, organizzazione e atletismo, impreziosito dall’implacabile feeling col gol di Higuain (20 reti in altrettante partite). La notizia che il Napoli sarebbe stato protagonista era nell’aria da settimane, la novità semmai è che non è più l’Inter la sua avversaria principale ma la rediviva Juventus (decima vittoria consecutiva a Udine) che si è portata a due sole luinghezze dalla capolista.

Fin troppo facile per Madama frantumare la fragile resistenza dell’Udinese, presto ridotta in dieci uomini causa l’espulsione di Danilo (fallo da rigore su Mandzukic). Insomma il campionato cambia continuamente protagonisti ma non cambia pelle. L’impresa eclatante è quella della Juventus, che racimolò la miseria di 12 punti nelle prime dieci partite per poi decollare – 30 punti nelle successive dieci – tornando la squadra cannibale dei tempi di Conte e dell’ultimo Allegri. A Udine Allegri si è permesso il lusso di lasciare in panca Pogba per tutto il match. Il che la dice lunga sulla ricchezza e la forza dell’organico bianconero e sul carattere del tecnico che non patisce il carisma dei più agguerriti galli del suo pollaio.

Flette e minaccia di schiantarsi al suolo l’Inter di Mancini, (un punto nelle ultime due partite). Il pari di Bergamo puzza di sconfitta, soltanto le paratone di Handanovic hanno evitato alla Beneamata un tonfo che avrebbe portato a galla la crisi latente. Mancini, di solito attento a non gettare la croce addosso ai suoi, è stato durissimo e ha accusato: “Inter fiacca, smarrita, prodiga di chance da gol ma per l’avversaria di turno. E ora pure distratta in difesa”. Serve un hombre orquestra, un dicitore alla Valdifiori (non cito Pirlo o Verratti, irraggiungibili) capace di dettare i tempi di gioco e cucire e ricucire una manovra scontata e innocua. Difficile che dal mercato di gennaio arrivi una figura del genere. Se non vende un pezzo pregiato, Thohir non può agire in entrata.

La quarta forza del campionato, la Fiorentina scivola malamente a San Siro, di fronte ad un Milan finalmente umile ed operaio. Gol in avvio del solito micidiale Bacca, gioco in mano alla Viola ma senza lampi apprezzabili dalle parti di Donnarumma e timbro finale di Boateng, appena subentrato. Il Diavolo è nuovamente a tiro di Europa e con questo spirito e un assetto tattico prudente ed equilibrato può ambire ad agganciare la Roma. Sono curioso di vedere come l’ha presa Berlusconi che sembrava sul punto di dare il benservito a Mihajlovic.

Il Sassuolo sconfitto a Napoli – raggiunto dall’Empoli e superato in classifica dal Milan – potrà di nuovo staccare le rivali se metterà a profitto il recupero casalingo contro il Torino, mercoledì. Alcune cosiddette “piccole” squadre stanno mettendo a soqquadro le gerarchie, l’Empoli di Giampaolo è davanti alla Lazio, nonché di diverse spanne al Torino, all’Udinese, alla Sampdoria e al Genoa. Il sorprendente Chievo (1-1 con l’Empoli) resta tranquillo nella terra di mezzo, al riparo da pericoli imminenti. Qualcosa sta cambiando dentro il pallone italiano, ma distratti dall’appeal delle grandi o presunte tali facciamo fatica ad accorgercene.

La Lazio realizza una doppia rimonta sul campo del Bologna (ridotto in 10 uomini per l’espulsione di Masina sul 2-1) ma pur restando imbattuta da cinque turni fra campionato e coppe fatica ad uscire da un tran tran che al momento la esclude dal giro europeo della serie A. La Roma battezza malamente il ritorno in panchina di Luciano Spalletti. Soltanto un pareggio per 1-1 contro il derelitto Verona che tuttavia non si dà per vinto e continua a sperare nel miracolo. Il nuovo tecnico ha ritoccato l’assetto tattico di Garcia ma avrà parecchio lavoro da fare su gente come Dzeko, Salah, Castan che ha le gomme sgonfie. E in generale su una squadra che ha perduto la coscienza di se stessa.

Le genovesi ancora una volta in altalena. Il Genoa ha strapazzato il Palermo rimasto in partita per oltre un’ora dopo il gol lampo di Suso, crollato dopo essere rimasto in dieci (espulso Andelkovic per doppio giallo). Squadra confusa e slabbrata dalle ultime vicende (via Ballardini, in arrivo Schelotto), Zamparini rischia di pagare cara la sua smania di silurare gli allenatori alle prime difficoltà. Il Grifone (due vittorie nelle ultime due gare) si allontana dalla zona calda e saluta il boom di Pavoletti, dieci gol in appena tredici presenze. Un bomber all’antica, il centravanti livornese, che il ct Conte non dovrà trascurare. Gasperini ha accusato alcuni ultras – e ne ha fatto i nomi – di giocare allo sfascio in odio a lui. Grande coraggio dell’allenatore genoano contro il quale era stato esposto un duro striscione in gradinata nord che lo accomunava a Preziosi nell’invito a levare le tende dalla serie A.

La Sampdoria cade a Carpi per un mix di sfortuna (un palo e una traversa, un rigore su Eder ignorato dall’arbitro Mariani che ha tollerato il gioco duro degli emiliani) ma anche per evidenti colpe proprie.Troppo molle e lenta in campo la squadra che in 20 partite ha subito 32 gol , soltanto Frosinone e Carpi hanno fatto peggio e il Verona stesso score. Urgono rinforzi dietro altrimenti la vita si farà agra. Primo gol nella serie A italiana di Correa talento purissimo non assistito da un carattere altrettanto adamantino. Peccato.