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Totti distrae il campionato, Napoli fallisce sorpasso

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ROMA – Totti distrae il campionato, Napoli fallisce sorpasso. Ha dunque ragione Francesco Totti a lamentarsi o è giusto punirlo per aver esternato le sue pene come ha deciso con notevole fegato Spalletti? L’Italia si interroga e naturalmente si divide e quasi perde di vista il campionato che corre verso la dirittura finale. Con la Juventus sempre in testa, perché il Napoli si è mangiato la chance del sorpasso pareggiando al San Paolo contro un bel Milan, solido e concreto.

Sarri ha lamentato un fallo su Hysaj nell’azione del gol rossonero e in generale la mancanza del fattore C per il Napoli. Che ha fatto la partita ma non ha trovato il varco giusto per “ammazzarla”. Abbastanza accidentali entrambi i gol, di Insigne e Bonaventura, propiziati da altrettante deviazioni casuali. Higuain ingabbiato dal duo Zapata-Alex. Sarà lotta continua dunque fino alla fine, per lo scudetto. Meglio così.

Dicevo di Totti. Ha sbagliato a rendere pubblico il suo tormento ma si può capirlo. A nessuno piace invecchiare e un po’ di calore e di parole appropriate lo avrebbero, forse, aiutato a farsene una ragione. Più che con Spalletti, che giustamente ritiene preminenti gli interessi della squadra, il capitano ce l’aveva e ce l’ha con la società. Pallotta gli aveva promesso un contratto di sei anni nel ruolo preferito: accompagnatore della squadra, trait d’union fra squadra e società; dirigente.

Insomma quel che preferiva. Senonché Totti vorrebbe ancora fare il calciatore e chiudere a quarant’anni – li compirà a settembre – giocando, anche a spizzichi e bocconi – pure il prossimo campionato. Difficile che il presidente americano lo accontenti, prossimamente sarà a Roma per discuterne. Pallotta sta con Spalletti, al 100%, e Totti dovrà considerarlo. Stando a Boston non si colgono certe sfumature e soprattutto non si comprende fino in fondo che cosa rappresenta Totti per la Roma romanista.

Un idolo? Di più. L’eroe eponimo di un ventennio, colui che resterà negli annali giallorossi come il più grande di sempre. Mica è semplice chiuderlo fuori dalla porta.
Avevano provato Luis Enrique e Baldini, a tirar giù il monumento dal piedistallo. Fulminati tutti e due dall’ira popolare. Spalletti è furbo, sa di maneggiare dinamite e si muove sperando che alla fine Francesco si convinca a fare un passo avanti, anzi un passo indietro sua sponte ed esca di scena col serto d’alloro al capo, seguito dal generale rimpianto.

Un posto nel club glielo si troverà, ma non più nello spogliatoio, però. Nel frattempo la Roma, con la manita rifilata al povero Palermo, è risalita al quarto posto, due punti sotto la Fiorentina e non ha smesso di sperare nella qualificazione alla Champions dell’anno prossimo. Se l’ambiente non si dilania su Totti, la Roma può centrare l’obiettivo dle terzo posto.

La Juventus che pareggia a casa del vigoroso Bologna è il padrone che morde il cane. Fa notizia, sebbene 15 vittorie filate restino un exploit difficilmente eguagliabile. Nel match del Dall’Ara Madama ha giocato con quel pizzico di prudenza reclamato dall’impegno in Champions contro il Bayern. Impegnata su due fronti, la Juventus deve centellinare le energie e non strafare. Il duello col Napoli la impegnerà allo spasimo fino all’ultimo giro di orologio e Allegri lo sa.

Alle spalle del duo di testa la Viola è andata a prendersi tre punti sul difficile campo di Bergamo contro un’Atalanta coinvolta nei bassifondi. Sousa deve pensare al ritorno di Coppa col Tottenham, servirà l’impresa al White Hart Lane per venirne fuori dopo l’1-1 del Franchi. Della Roma ho detto, ha ritrovato i gol Dzeko, che ha segnato doppietta come Salah, tuttavia il Palermo era avversaria troppo molle per fornire un test attendibile.

L’Inter ha battuto la Sampdoria, con poca gloria e l’aiutino dell’arbitro Massa che ha negato un rigore solare ai blucerchiati sullo 0-1. Non è la prima volta che i fischietti si accaniscono sulla Sampdoria che ha già tanti problemi di suo. Mancini si accontenta e pensa già al match di domenica sera allo Juventus Stadium. Se l’Inter è quella vista a San Siro, povera Beneamata. La convalescenza non è neppure iniziata.

In coda importante la vittoria del Genoa sull’Udinese. Di Natale ha fallito il rigore del 2-2 e come Totti deve prendere atto che la sua stagione volge al termine. Colantuono salva la panca perché, parola di Pozzo, in giro non c’è niente di meglio. Bella dimostrazione di fiducia da parte del patron friulano…

Il Verona ha trionfato nel derby domestico sul Chievo. La squadra di Delneri sembrava spacciata ma ora si ritrova a sette punti dalla quart’ultima, la disastrata Sampdoria di Montella, di nuovo in corsa per salvarsi. Tre punti anche per il Sassuolo su un Empoli in calo, con doppietta di Defrel e singola di Berardi. Pari tra Frosinone e Lazio, i biancazzurri sempre più lontani dalla zona coppe.

Match ball fallito dal Torino condannato allo 0-0 dall’errore di Maxi Lopez dal dischetto. Contestano i rispettivi tecnici le curve di Genoa e Torino, ma vorrei sapere come pensano di migliorare il rendimento delle loro squadre del cuore gli ultras sul piede di guerra, se davvero perdessero due maestri di calcio come Gasperini e Ventura. Cose del calcio di casa nostra. Meglio far calare il sipario.