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Acquisti online con problemi? Li risolvi al pc con Adr

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ROMA – Acquisti online con problemi? Li risolvi al pc con Adr. Gli italiani non sono tra i cittadini europei quelli che più amano gli acquisti on line. E nonostante l’e-commerce stia prendendo piede anche nel Belpaese, in molti ancora diffidano di questo tipo di shopping anche perché spaventati dal rischio truffe e delusioni. Tra un paio di settimane però entrerà in vigore una normativa europea, che l’Italia ha impiegato appena due anni a recepire, che dovrebbe rassicurare anche gli acquirenti più titubanti.

“Basta un clic del mouse per risolvere le controversie sugli acquisti online grazie alla nuova piattaforma lanciata dalla Commissione europea – scrive Carlo Lavalle su La Stampa -. Consumatori e siti Internet commerciali potranno in questo modo raggiungere un accordo, in caso di problemi riguardanti la vendita, senza passare attraverso un procedimento giudiziario. Il venditore rifiuta di riparare un prodotto acquistato da un cliente o di effettuare un rimborso? Non è necessario rivolgersi al giudice ma si può utilizzare la piattaforma ADR (alternative dispute resolution) che sarà operativa dal 15 febbraio 2016”.

Sulla carta un’innovazione meravigliosa nella sua semplicità. Talmente semplice che potrebbe anche esser vera nonostante alcuni distinguo. In primis la questione si limiterà inevitabilmente agli acquisti fatti attraverso siti registrati nell’Unione Europea. In altre parole, a meno che l’Ue non pensi di oscurare tutto ciò che a questa norma non si adegua, i rischi degli acquisti fatti da un sito di Taiwan ad esempio conserveranno esattamente la stessa aliquota di rischio, vero o supposto, di oggi. Poco chiare sono poi, almeno con le informazioni sinora reperibili, le sanzioni per chi non rispetterà le decisioni dell’ADR: multe, oscuramento del sito o meno efficaci richiami?

Quale che siano le sanzioni, l’alternative dispute resolution che sarà attivo dal febbraio 2016 ha avuto una genesi non proprio velocissima, la relativa procedura è stata prevista con le norme stabilite a livello UE nel 2013 e recepite in Italia due anni dopo, nel luglio 2015.

Al consumatore, recita la norma, che potrà presentare reclamo mediante la compilazione di un modulo online, dovrà essere sempre garantita l’informazione sulla possibilità di utilizzare gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie consentiti dalla regole europee. Gli operatori commerciali saranno, del resto, obbligati a fornire il link alla piattaforma sui loro siti web.

“Lo scorso anno, un consumatore su tre ha avuto problemi dopo un acquisto online – spiega Věra Jourová, Commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere -. Ma molti rinunciano ad esporre reclami, scoraggiati dalla lunghezza delle procedure e dal rischio di non ottenere riscontro. La nuova piattaforma europea fa risparmiare tempo e denaro. E sono fiduciosa che verrà usata in modo più ampio ed efficace per risolvere le lamentele dei clienti”.


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