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Banche chi ne ammazza di più? Titoli Stato o quelli tossici?

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ROMA – Banche, una guerriglia si aggira per l’Europa. Nei mercati finanziari, nelle Borse, tra i governi. Una guerriglia in cui la regola prima e reciproca è che si fa a non fidarsi. Manco a dirlo, Berlino non si fida degli altri, di molti altri, tra cui ovviamente l’Italia e le sue banche. La novità però, grossa, è che Roma, segnatamente Renzi, non si fida delle banche tedesche e di chi le protegge e spaccia come esempi di finanziaria virtù. Il più grosso scontro della guerriglia in corso è sul saliente banche, chi ne ammazza di più? Sono più ammazza banche le montagne di titoli di Stato di cui sono imbottite le banche italiane o i titoli tossici, i derivati, di cui sono infarcite le banche tedesche?

Si fa a non fidarsi: dal primo di gennaio è regola il bail-in, cioè se una banca fa il “botto” pagano non solo i contribuenti, lo Stato con le tasse, ma pagano anche e almeno un po’ chi nella banca ha investito (azionisti), chi dalla banca ha ricavato cedole (obbligazionisti) e chi nella banca che ha fatto il “botto” ha grosse somme (sopra i centomila) in deposito. Giusto, nonostante gli alti lai. Giusto perché non si può continuare con la regola che i “botti” delle banche sono “cocci” di chi paga le tasse. Giusto ma per essere ancora più giusto e credibile occorre la garanzie europea dei depositi fino a centomila euro.

Garanzia che deve essere europea, altrimenti il bail-in fa solo paura ai risparmiatori. Altrimenti si sparge il dubbio che la banca che fa il “botto” lo fa tutto il “botto”. Garanzia che deve essere europea perché se Germania vuole con il bail in sterilizzare la finanza a carico dei bilanci pubblici deve anche e contemporaneamente dare certezza e garanzia al sistema del credito per così dire bonificato dal bail-in. Ma la Germania resiste, ostacola, boicotta, non vara la garanzia europea sui depositi nelle banche.

Adesso Berlino ne ha inventata e scoperta un’altra: non ci può essere garanzia europea fino a che le banche, segnatamente quelle italiane, non smaltiscono una quota dei titoli di Stato che hanno in pancia. Dice Berlino: i titoli di Stato, di ogni Stato, valgono meno di quello per cui sono messi a bilancio. Quindi le banche che ne hanno tanto di titoli di Stato sono meno solide di quel che sembra, quindi garantire i depositi…Guarda caso i titoli di Stato in pancia li hanno soprattutto le banche italiane e obbligarle a smaltirli significherebbe obbligare le banche italiane a fare meno credito e il governo italiano a fare più austerità di bilancio.

All’attacco di Berlino Renzi ha risposto con massima durezza, non a pieno colta e sottolineata dalla stampa. Renzi ha posto il veto, il pubblico e impegnativo veto alla vigilia del vertice Ue, alla fissazione di un limite quantitativo ai titoli di Stato nel portafoglio delle banche. Un veto che è nelle forme e nella sostanza un Berlino non ci provare.

Cui Renzi ha aggiunto proprio sul fronte delle banche la sottolineatura per cui in banche straniere (tedesche) è pieno di “titoli tossici”.

Una guerriglia in Europa sulle banche, con qua e là qualche offensiva del Tet…Quindi sui mercati e in Borsa come stanno e chi ne ammazza di più di banche non si sa e sarà, come dicono, volatilità…Cioè per tutto l’anno sui mercati si andrà su e giù. Nelle quotazioni azionarie e nella paura di restare in qualche banca “incagliati”. Paura a suo modo comune tra il signor Rossi, herr Schimdt, e su fino a Matteo Renzi e Angela Merkel.