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Brunetta: “impegno civile” gettare sasso e nascondere mano

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ROMA – Brunetta (Renato, di Titti Brunetta consorte tra solo un attimo…) battezza “impegno civile” gettare il sasso e nascondere la mano. L’elogio, l’autentica ode al nascondino civico è la somma delle interviste dei due coniugi Brunetta rilasciate a La Repubblica e Libero. La coppia rende omaggio ad una nuova virtù e se proclama dotata e orgogliosa: la virtù del colpire mascherato da qualcun altro. Sintesi suprema dell’ardire nell’attaccare e del codardissimo nascondersi.

Ne trarranno autostima  quelli che ancora dopo i 15 anni suonano i citofoni altrui e scappano, quelli che ti rigano la macchina con le chiavi e si dileguano, quelli che scrivono parolacce sui muri dei bagni pubblici, quelli che in qualunque modo mandano messaggi anonimi. Era infatti quest’ultima l’attività, l’hobby, la passione (decidete voi cosa sia) di Tutti moglie di Renato.

Anzi, non decidete voi cosa sia, lasciatelo dire a Renato Brunetta stesso non dimenticando che è un uomo delle istituzioni, un capogruppo alla Camera dei deputati, uno chiamato per professione e ruolo ad avere e diffondere, come dire, educazione civica. Ecco dice Brunetta marito che quel che faceva di nascosto Brunetta moglie era “impegno civile” di cui compiacersi.

Ma che faceva Titti consorte? Fatevelo raccontare da lei: “Eravamo io e Renato davanti alla tv, c’era Mentana che diceva questa cosa di Beatrice di Maio, che Lotti, il Pd volevano sapere chi era, chi mandava davvero i messaggi, se era davvero M5S p Casaleggio e allora io ho detto: Renato ti devo dire una cosa…”.

La “cosa” era che Beatrice di Maio che sul web mandava messaggi di accuse e insolenze e anche di più e di peggio verso Renzi, il Pd, Mattarella, la Beatrice di Maio che si incaricava di stracciare con ogni mezzo la fama e l’immagine dei suddetti bersagli era…Titti Brunetta moglie di Renato.

Azzannare travestiti, io mordo e il calcio di risposta dell’azzannato caso mai lo prendi tu. Sono le basi del mestiere del troll con carica politico istituzionale. Brunetta che anche in questa occasione vuole e pretende di essere identificato come un campione del No al referendum. Lo dice lui nell’intervista sul caso Titti-Beatrice, ci tenga sia detto anche oggi che lui è campione del No. Contento lui, chissà se il No è altrettanto soddisfatto perfino qui di essere chiamato in causa, magari su Titti che fa Beatrice perfino il No avrebbe preferito restar fuori.

L’altro, il vero campione del No, il molto più astuto ed abile Beppe Grillo, sul caso ci lavora con prontezza e intelligenza. Sfotte il Pd e tutti quelli che hanno chiesto di “far luce” su identità reale di Beatrice di Maio (evocando da Casaleggio a Putin). E colloca con prontezza M5S tra le parti lese in questa grottesca vicenda. Bravo, ma anche lui (così non fosse non sarebbe Grillo) si piace troppo e scivola sul finale: chiede le scuse al Pd.

Ma come, la moglie del capogruppo alla Camera di Forza Italia si traveste da grillina sul web per spargere (dite voi cosa) nel super ventilatore social network e Grillo non chiede a Forza Italia risarcimenti e scuse per il furto di identità. Forse perché, come ha sostenuto Titti, lei la pensa come M5S e viceversa? Sì, a Grillo non volendo, proprio non volendo, gli è scappata questa ammissione implicita: se nel web e sui social Forza Italia e M5S si possono confondere qualche ragione c’è.