Riccardo Galli

Buondì e meteorite scatenano odio e invidia per ingegno e sorriso

Buondì e meteorite scatenano odio e invidia per ingegno e sorriso

Buondì e meteorite scatenano odio e invidia per ingegno e sorriso

ROMA – Buondì e meteorite scatenano odio e invidia per ingegno e sorriso. Già, proprio così: la piccola storia di uno spot televisivo contiene una morale non grande ma mesta: è sempre più in atto e vasta la mobilitazione dell’esercito dell’acido rancore.

Esercito che non teme il ridicolo, non lo conosce. E mostra impavido il petto all’ironia, la disprezza. Anzi, dall’ironia si sente offeso. Ironia un sacco di gente non sa neanche cosa sia. La confonde con il suo opposto, con la battuta greve, con la volgarità esibita e scagliata contro…contro il prossimo che gli sta più vicino.

L’esercito dell’acido rancore dunque di fronte allo spot pubblicitario che ironizza sulla famiglia perfetta (la bambina che parla viziata e stizzosa, la villa sullo sfondo, il prato, la mamma perfetto misto pariolo-sciura, il papà sportivo-benestante) non capisce. E’ una cosa intelligente, una trovata pubblicitaria geniale. Quindi l’esercito dell’acido rancore non la capisce. E s’infuria. Come spesso fanno come ultima risorsa quelli che non capiscono, s’infuriano.

Il meteorite colpisce e atterra e cancella la mamma che ha appena detto “possa un meteorite colpirmi” e altrettanto succederà poi al papà. E quelli dell’esercito del fiele che fanno? Protestano indignati: come si fa a far morire in uno spot una mamma e un papà? Non pensate alla sensibilità degli orfani? Orfani? E allora gli spot delle automobili non pensano alle vittime della strada, quelli delle merendine non pensano ai diabetici…

La protesta dell’esercito del fiele ha i connotati pieni e puri del grottesco. Andrebbe seppellita no  che è troppo ma rimossa, fatta svanire come bruma con il calore di un sorriso. Ma ormai pare che non si possa più: l’ingegno, il merito, la brillantezza anche in uno spot pubblicitario turbano, offendono, mobilitano alla protesta la gente…mediocre.

Perché è in nome e sotto la bandiera della assoluta mediocrità regnante che vengono coltivati i sentimenti e condotte le campagne dell’esercito del fiele. Una mediocrità delle professioni, della competenza, della cultura, della socialità, dello stesso essere, che ha per fine e comandamento l’abbassare il più possibile l’asticella di ogni azione, sentimento, prodotto, professione, pensiero. In modo che tutti saltino l’asticella. E chi la alza l’asticella per bravura, merito, ingegno (anche in uno spot, anche di un millimetro) è un infame di cui l’esercito del file chiede la messa al bando se non ai ceppi.

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