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Dio, sputo su fango, 6 giorni: creazionista marcia su scuole Usa

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WASHINGTON – Cosa direste se la ministra Giannini domani si svegliasse dicendo che l’uomo non discende dalla scimmia, l’Universo è stato creato in sette giorni e che la scienza, per lo più, mente sapendo di mentire? Salti sulla sedia a parte, probabilmente nessuno prenderebbe la cosa troppo sul serio sapendo e contando sul fatto che la ragione avrebbe la meglio, e che ancora la nostra società possiede anticorpi culturali sufficienti a respingere simili idee. Ma se invece della Giannini a difendere, anzi rivendicare, simili posizioni fosse il ministro dell’Istruzione americano? Uno con i poteri per intervenire come meglio ritiene sul sistema scolastico che forma decine di milioni di americani, e per di più in un Paese dove i cosiddetti anticorpi culturali sono, oggi come oggi, decisamente meno apprezzati e forti?

Ecco, sta per succedere, quindi preparatevi. Il razzista e il creazionista. Non il titolo di un film ma la strana coppia che potrebbe ritrovarsi a lavorare a fianco del neo eletto presidente Donald Trump. Dopo il controverso Stephen Bannon, vissuto in particolare dalle comunità ebraiche e musulmane come un ‘razzista’, il nome che oggi fa discutere è quello di Ben Carson, neurochirurgo in pensione, 65 anni, fervente cattolico e convinto sostenitore della tesi secondo cui il mondo è stato creato in 7 giorni e tutti discendiamo da Adamo ed Eva.

Il primo, il ‘razzista’, sarà consigliere del neo presidente; il secondo è in predicato per diventare l’equivalente del nostro ministro dell’Istruzione. E sembra pronto a far dimenticare persino i tunnel che dal Gran Sasso arrivano a Ginevra… Ma chi è Ben Carson? Sposato, tre figli, Carson è, come la moglie, un fervente praticante della Chiesa avventista del settimo giorno: un movimento cristiano che predica l’osservanza letterale delle Sacre Scritture e in particolare del libro della Genesi. A gennaio si è presentato alle primarie repubblicane in Iowa come “l’uomo con la fede più salda di tutti i candidati”.

Ma non è stato sempre così, c’è nella biografia di Carson un’adolescenza tumultuosa, fatta di risse e accoltellamenti. Non che sia nulla di male, nell’essere ferventi cattolici naturalmente. Ma l’idea di mettere a capo del sistema scolastico, e quindi di quel sistema che vigila e regola l’istruzione di milioni di americani, un uomo che si è candidato alla poltrona di ministro dell’Istruzione con un programma i cui punti forti sono la riscoperta e la valorizzazione delle ‘radici cristiane’ nella storia americana; il ridimensionamento dello spazio dedicato all’Islam nei manuali scolastici; la messa in discussione della teoria dell’evoluzione e il Big bang e la riduzione o l’abolizione dei fondi pubblici alle scuole che ‘coltivano pregiudizi anti americani’, qualche perplessità la suscita. Ora, ad onor di cronaca, il discusso Carson frena sul suo incarico, seppur solo nella forma. Dando cioè, come si dice in questi casi, un colpo al cerchio e uno alla botte. Ieri ha dichiarato al Washington Post: “Sono orientato a lavorare all’esterno dell’amministrazione. Voglio avere la libertà di operare in diverse aree e non restare intrappolato in una sola. Sarei un pesce fuori dall’acqua”.

Ma “ho detto a Trump che se arriverà al punto che avrà assolutamente bisogno di me, riconsidererò la cosa”. E il prossimo presidente degli Stati Uniti sembra proprio aver bisogno dell’uomo convinto che la scuola sia uno strumento prezioso per ricostruire “l’identità americana”, convinto che si debbano “correggere” i libri di testo e intervenire sull’autonomia delle scuole, scoraggiando, per esempio, l’insegnamento del Corano o il dilagare delle “teorie scientiste”. Così bisogno che dalla Trump Tower, in via informale, rispondono: “Carson sarà nel governo”. All’Istruzione? “Probabile”.

Le teorie secondo lui scientiste sono quelle teorie che vanno dall’evoluzionismo di Darwin al Big Bang, passando per tutta un’altra serie di fenomeni cosmici e non che secondo Carson si spiegano decisamente meglio in altro modo. Per esempio altro che brodo primordiale, amminoacidi e proteine all’inizio della vita, ma una manciata di fango, uno sputo divino e poi una costola estratta per la nascita dell’uomo e della donna. E poi nessun ‘grande botto’ ma sette giorni, anzi sei più uno di riposo, per la creazione della Terra, del Cielo ma anche di tutto l’Universo e di tutte le cose, viventi e non, che questo popolano. Una versione così integralista della religione cattolica e della Bibbia, che persino tra i credenti suscita perplessità e anche qualche compassionevole risata. Chissà se ne rideranno le future generazioni di americani…