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Grillo giustiziere giornalisti infami e boia di libertà di pensiero

La foto di di Riccardo Galli

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ROMA – Grillo e M5S nell’appuntamento pubblico di Palermo avevano altro di cui occuparsi. Però sia il palco che la piazza, sia Grillo che i militanti, sia gli attori che il pubblico tutti insieme e in concordia e sintonia non si sono negati un momento, anzi più d’uno di liberatorio…odio. Odio puro, netto, distillato. Odio verso i giornalisti, tutti i giornalisti, solo i giornalisti. Giornalisti vil razza dannata come si diceva una volta di altra categoria…No, non così dolci sono stati il palco e la piazza M5S di Palermo. Giornalista uguale infame, questa l’equazione più pensata e applaudita. Le grida contro i giornalisti davano al palco e alla piazza non solo identità ma anche felicità, gridando contro i giornalisti M5S  si sentiva e ritrovava comunità.

Come in altre circostanze usa dire troppa grazia…qui troppo odio. I giornalisti non sono poi così importanti e decisivi. Fanno in stragrande maggioranza ormai un mestiere, anzi un’attività dalle sempre più marcate caratteristiche impiegatizie. Impiegati della comunicazione e non sempre di concetto. Immettono on line e on time senza troppo pensarci sopra. Non hanno filtri ideologici e neanche di plausibilità o qualunque altro tipo di setaccio nell’immettere. Immettono e basta quel che passa il convento, il convento delle fonti innumerevoli della comunicazione. Le fonti, compresi e come i social network, producono. I giornalisti immettono in circolo questi prodotti. Nel più affinato dei casi svolgono una funzione di direzione del traffico, insomma vigili urbani agli incroci.

Odiarli è come odiare i vigili perché c’è traffico. Non meritano odio i giornalisti, non più di quanto ne meriti il macchinista di un treno se il treno ritarda. Non meritano l’odio di Grillo e dei grillini perché i giornalisti praticamente non formano più (se mai l’hanno fatto integralmente) la pubblica opinione. Hanno abdicato perfino alla funzione della plausibilità della notizia, figurarsi a quella di maestri del pensare. Non sono più “corpo intermedio” della società, hanno smontato e rimosso dalla loro professionalità le competenze che consentivano di esserlo corpo sociale intermedio.

Ma questo Grillo non lo sa, tanto meno i grillini. Improbabile sappiano anche cosa sia un corpo intermedio. Per usare la lingua M5S corpo intermedio è qualunque casta dotata di competenze. Il chirurgo che sa operare è casta, così come lo è l’imprenditore che sa operare sui mercati, e casta è anche lo storico e l’ingegnere e il chimico. Casta è il sindacato e il Parlamento, casta è tutto ciò che ha competenze che il cittadino non ha e tutti quelli cui il cittadino dovrebbe concedere delega. Il medico, il farmacista…ma questi sono al soldo di Bigpharma. Il chimico, lo storico, l’economista…ma questi sono al soldo delle multinazionali. Il giornalista è al soldo…dei politici, dei governi. Non può che essere così.

I giornalisti secondo il pensiero di Grillo sono al soldo di qualcuno (nessun grillino che si rispetti può neanche concepire che così non sia e fertile e copiosa è la produzione di leggende quali i soldi pubblici a chiunque faccia in qualunque modo stampa. Non è vero, soldi pubblici e peraltro in diminuzione e peraltro ingiustamente concessi solo a testate legate a partiti politici o cooperative, ma è inutile dirlo, puoi anche documentarlo, il grillino doc dirà che la documentazione è contraffatta e quindi è la prova dell’inganno). Giornalisti al soldo e per di più infami. Infami perché pagati per nascondere, negare, occultare la verità e spacciate la menzogna.

Ecco, qui in questo punto si oltrepassa il confine tra legittima anche se discutibile avversione ai giornalisti e odio verso una libertà generale, la libertà di pensiero. Qui Grillo smette di essere il giustiziere dei giornalisti infami e diventa il boia della libertà di pensiero. Chiunque e comunque sostenga e predichi che l’unica verità è la sua e ogni altra è menzogna, chiunque e comunque predichi che vanno puniti gli spacciatori di notizie avverse come spacciatori di veleno sociale, chiunque plauda e applauda alla grande purga dei giornalisti e comunque di chi parla, scrive e pensa storto…Questo chiunque, spesso, spessissimo presente nella storia e negli animi degli umani, è un boia delle libertà. Non dei giornalisti, delle libertà di tutti.

Se i giornalisti che Grillo racconta come astuti agenti dei nemici del popolo ci pensassero un po’ sopra, se fossero i giornalisti non  quelli che narra Grillo ma appena un po’ più consapevoli di sé, ci penserebbero due volte prima di immettere in rete come fosse acqua fresca, pura normalità, anzi titolo facile ad effetto un Grillo qualsiasi che grida alla folla frasi come: ogni giornalista ha sulla coscienza vite umane. Se i giornalisti sapessero ancora cogliere che non è folklore e colore politico, non è “battuta” con cui fare titolo ma è mattone con cui si costruisce la prigione in cui rinchiudere la libertà di pensiero, allora, forse M5S avrebbe di che occuparsi a proposito di giornalisti.

Per ora Grillo e M5S possono stare più che sereni: mentre loro promettono, letteralmente, disoccupazione, miseria, galera e punizione corporale ai giornalisti, i giornalisti sorridono soddisfati dall’avere un “attacco” facile per il pezzo da scrivere o mandare in onda.