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Bertolaso, Capua, De Luca, Graziano: 4 assoluzioni. Muraro la quinta?

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ROMA – Bertolaso Guido, indagato, anzi processato con l’ipotesi di reato e l’accusa di aver sviato attenzione dai rischi dell’incombente terremoto de L’Aquila. Assolto, da questa accusa assolto. Sentenza attesta che Bertolaso e la Protezione Civile non organizzarono alcuna distrazione di massa dal sisma prima della notte della grande scossa per il semplice motivo che nessuno può prevedere il quando e il come del sisma e quindi concepire e organizzare manovra diversiva.

Bertolaso assolto da questa accusa. In campagna elettorale per il sindaco di Roma, quando sembrava Bertolaso potesse essere il candidato del centro destra, M5S condusse campagna contro di lui con l’argomento, la propaganda e la certezza avesse “sulla sua coscienza i morti de L’Aquila”. Questo era scritto su post del Movimento e questa era la sentenza del Tribunale M5S: Bertolaso colpevole non solo di eventuali malversazioni e ruberie ma colpevole dei morti de L’Aquila.

Ilaria Capua, scienziata soprattutto e occasionalmente parlamentare di Scelta Civica. Viene indagata niente meno che per il sospetto di diffusione di virus allo scopo di incrementare vendita farmaci. Insomma viene sospettata di un delitto veramente infame. Lei che la sua ricerca e scoperta sui virus l’ha regalata alla scienza, lei accusata di provocare malattia per fare soldi. Per due anni tenuta colpevolmente sulla graticola da una magistratura lenta fino alla irresponsabilità civile. Viene poi archiviata l’indagine, l’accusa, dice finalmente il magistrato, non aveva alcun fondamento. Ilaria Capua comunque lascia l’Italia e il Parlamento, se ne va e non si può darle torto.

Per due anni in Parlamento i deputati e senatori M5S hanno ripetutamente chiesto le dimissioni della Capua indicata come “untore” al soldo delle multinazionali della farmaceutica.

Vincenzo De Luca, lungamente indagato per abuso d’ufficio, cioè una nomina quando era sindaco di Salerno. Ora è governatore della Campania. A lungo bersaglio privilegiato di M5S che voleva (non solo M5S) non potesse presentarsi alle elezioni, per lui fu coniato e applicato l’aggettivo di “impresentabile” appunto. Vincenzo De Luca ora assolto dalla magistratura che lo aveva indagato.

Stefano Graziano, già presidente del Pd campano. Indagato con l’accusa di “concorso esterno” in attività di criminalità organizzata. Insomma con l’accusa di essere referente politico della camorra. I consiglieri M5S si rifiutavano di sedersi in aula se c’era anche lui. Assolto dalla magistratura dall’accusa di tenere il sacco alla camorra. Ora l’indagine è stata derubricata sull’ipotesi di voto di scambio.

Bertolaso, Capua, De Luca, Graziano: quattro assoluzioni indigeste per M5S e soprattutto per il modo di pensare la giustizia e la politica che è di M5S ma M5S ha ereditato dalle varie famiglie del giustizialismo italiano (Di Pietro, Idv, Rifondazione Comunista, un bel po’ di Pd). Quattro assoluzione che smontano il comandamento secondo lo quale chi è indagato è sempre colpevole e sempre deve dimettersi, vergognarsi e scomparire.

Quattro assoluzioni indigeste a M5S che Mattia Feltri su La Stampa mette argutamente in colonna e avvicina il tutto alla intervista di Virginia Raggi a Il Fatto (tempio e organo del giustizialismo italiano in ogni forma, versione, liturgia, anche quella culturalmente di destra rappresentata al meglio da Marco Travaglio). Dice Virginia Raggi sindaca di Roma: “Se escludessimo qualcuno ogni volta che viene indagato sarebbe scorretto. Essere indagato può capitare a chiunque”. La Raggi si riferisce ovviamente a Paola Muraro indagata con Fiscon e Panzironi per quanto intercorso tra Ama e Muraro. La Raggi rivendicava il diritto della Muraro a restare al suo posto nella Giunta, nel governo di Roma, anche se indagata.

Perché “essere indagati può capitare a chiunque” e perché gli indagati possono essere assolti, l’indagine può finire in nulla, sotto l’accusa può esserci nulla. Capita, è capitato nelle ultime settimane quattro volte, per un uomo di Forza Italia, una donna di Scelta Civica, due uomini del Pd. Potrebbe capitare la quinta assoluzione, la quinta indagine senza esito per la Muraro ministra della Raggi e del M5S. Potrebbe e glielo auguriamo.

Nel frattempo sarebbe intellettualmente onesto (a M5S la parola è di casa) prendere atto che essere indagato “può capitare a chiunque” come dice Raggi benedetta da Grillo. Intellettualmente onesto riconoscere che dimissioni non devono arrivare all’avviso di garanzia ma al rinvio a giudizio (come sempre raggi dice a proposito di Muraro). Intellettualmente onesto smetterla di fare come fa Forza Italia, come fa la Lega, come fa Ncd, come spesso ha fatto il Pd e anche la sinistra/sinistra. Loro sempre garantisti con i loro indagati e sempre o quasi per le immediate dimissioni degli indagati degli altri. Finora anche M5S ha fatto così, finora anche M5S ha seguito la legislazione non scritta all’italiana per cui le leggi si applicano per i nemici, si interpretano per gli amici. Sono, al dunque, uguali agli altri quelli di M5S?