Blitz quotidiano
powered by aruba

Isis no (per ora) in Italia. Perché (per ora) no area grigia

La foto di di Riccardo Galli

Leggi tutti gli articoli di Riccardo Galli

ROMA – Isis, perché (per ora) non ha colpito in Italia. Porsi esplicitamente questa domanda e trascriverla espone all’obbligo di ogni sorta di scongiuri e premesse, irrazionali i primi, razionalissime le seconde. A scrivere che per ora Isis non ha colpito in Italia ci si espone al rischio delle “ultime parole famose”. Con l’aggravio che sarebbero le “ultime parole famose” prima di una tragedia di sangue e di morte. Senza considerare le irrazionali appunto ma presentissime paure di “chiamarsela” la tragedia.

E’ un fatto però che il terrorismo armato con i suoi kommando e kamikaze ha colpito in tempi diversi in Gran Bretagna e Spagna e ora in Francia e Belgio (ovviamente parliamo d’Europa).

Non è che in Italia manchino i target, gli obiettivi. Anzi abbondano e sono target ghiottissimi per l’ideologia in armi islamista. La cristianità ha in Italia la sua prima sede.

Non è che l’Italia sia come paese obiettivo sconsigliabile perché granitico nella sua struttura politica e dove una salda identificazione tra popolo e Stato rende vana ogni azione destabilizzante, dove ogni attacco subito rafforza la resistenza della nazione.

Isis (per ora) non ha colpito in Italia per due fondamentali motivi.

Il primo, il minore. Anche se la pubblica opinione italiana non è disposta a riconoscerlo, i servizi segreti italiani e gli apparati di sicurezza preventiva sanno quello che fanno. Hanno imparato in decenni antichi come si usano i pentiti, hanno imparato come si creano contatti. Hanno nei decenni stabilito contatti in aree geografiche battute da Isis e dove Isis arruola. Insomma nei limiti del possibili sono servizi né ciechi né sordi. Ci vedono e ci sentono. Difficile, impossibile dar conto e percepire la loro attività. E’ un contro senso la “richiesta a nome dell’opinione pubblica” di conoscere attacchi sventati sul nascere o modalità di controllo. Se fossero di dominio pubblico allora non servirebbero più a nulla alla sicurezza.

Ma il secondo motivo è quello più importante, quello che meglio spiega perché (per ora) Isis non ha colpito in Italia. Il secondo e più forte motivo (che tra l’altro rende anche meno difficile l’azione dei servizi, della cosiddetta intelligence) è che in Italia (per ora) non c’è l’area grigia.

L’area grigia fatta di centinaia, migliaia di persone che non sono né dell’Isis e neanche estremisti, che non combattono nessuna guerra santa, che non uccidono nessuno, che non sono soldati e non aspirano ad essere martiri, che neanche collaborano o appoggiano i gruppi di fuoco e di morte e dell’Isis…e che però non spenderebbero una sola delle loro parole per aiutare la polizia dei paesi in cui vivono. L’area grigia che non appoggia e non copre direttamente Isis ma non denuncerebbe mai un musulmano sospetto. L’area grigia di chi non sta con Isis ma cova rancore, distanza, se non proprio odio verso usi, costumi, idee, abitudini, religione, pensiero e uomini e donne in carne e ossa europei e occidentali.

Se non c’è questa area grigia che gira la testa e cuce la bocca quando la cellula terroristica cammina tra loro… Se non c’è è difficile, molto difficile organizzare e gestire la logistica di un attacco armato. E in Italia questa area grigia (per ora) non c’è. Mentre c’è, eccome se c’è, in Gran Bretagna, Francia, Belgio. Comincia ad esserci anche in Germania ma lì la grande comunità dell’immigrazione turca fa da antemurale alla predicazione/reclutamento/coinvolgimento jihadista.

In Italia l’area grigia non c’è (per ora). L’immigrazione dal Nord Africa e dal Medio Oriente in buona parte di religione musulmana non si è coagulata in comunità chiuse sul territorio italiano. In gran parte è ancora immigrazione di prima generazione, tutta tesa all’integrazione e alla risalita della scala sociale. La frustrazione rabbiosa e violenta della seconda e terza generazione in Italia ancora non si è manifestata non fosse altro che motivi anagrafici. E poi, nonostante la percezione criminalmente gonfiata da chi spaccia balle, non c’è ancora in Italia la massa critica dal punto di vista dei numeri perché possa formarsi area grigia.

Senza aerea grigia di non consenso ma non denuncia, senza queste migliaia e migliaia di persone in una grande città europea un attacco a una grande città europea può essere solo male organizzato e realizzato. Ecco perché (per ora) no.

Certo, l’area grigia può formarsi anche da noi. Ci lavorano in parecchi a fornire i materiali.

Quelli come Sel, un pezzo di Pd, di Cgil, di movimenti cattolici e caritatevoli che in perfetta buona fede e animati dalle migliori intenzioni hanno però sostenuto a lungo il diritto naturale a varcare le frontiere senza documenti, senza riconoscibilità alcuna e ad essere accolti senza identità. Così si fa il reclutamento di massa dell’area grigia.

E quelli come Salvini e la sua Lega e anche Fratelli d’Italia e anche gran parte della brava gente comune che si affanna ogni giorno a spiegare e dimostrare ai musulmani che comunque sono gente diversa, strana e sospetta, che non sono i benvenuti, che se restano saranno sempre e comunque cittadini di serie inferiore, anzi umani di serie inferiore. Così all’area grigia si forniscono le motivazioni, le buone ragioni per essere tale.