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Marceau no “Isis che ce l’ha fatta”. Lady Erdogan loda harem

La foto di di Riccardo Galli

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ROMA – Undici anni e quattromila chilometri. Tanto separa all’anagrafe l’attrice francese Sophie Marceau e la first lady turca Emine Erdogan. Due donne della stessa generazione e due donne separate alla nascita da una distanza uguale a quella che c’è tra New York e Los Angeles. Eppure due donne che appartengono a due mondi e sembrerebbe a due epoche assolutamente diverse. Una capace di rifiutare la Legion d’Onore, la più alta onorificenza francese, in nome di un principio: perché nei mesi scorsi il presidente Hollande l’aveva consegnata di nascosto anche al principe ereditario dell’Arabia Saudita, una teocrazia che fa uso e abuso della pena di morte oltre ad organizzare la sua società praticamente sulla sharia, la legge islamica. L’altra, la prima donna di Turchia, non solo abituata ad essere da sempre l’ombra silenziosa del marito, ma capace anche in un discorso ufficiale di tessere le lodi dell’harem: “Era una scuola per i membri della dinastia ottomana e un centro educativo per preparare le donne alla vita”.

Da una parte la Francia, paladina dei diritti dell’uomo e capofila della società democratica da almeno un paio di secoli e dall’altra la Turchia, che sotto la guida di Erdogan si sta sempre più allontanando da quel modello laico che l’aveva caratterizzata da Ataturk in poi rendendola un esempio di convivenza possibile tra l’Islam e lo Stato. In mezzo, tra onorificenze ed harem, lo Stato Islamico, l’Isis, filo conduttore che unisce idealmente le due vicende.

“L’Arabia Saudita – scrive Massimo Gramellini nel suo Buongiorno su La Stampa – è stata definita con qualche ragione ‘un’Isis che ce l’ha fatta’. Si tratta di una monarchia teocratica che ha partorito l’ala più oltranzista dell’Islam, quella wahabita, germe di tutti i fondamentalismi. Solo l’anno scorso ha ordinato 154 esecuzioni capitali, sottopone i dissenzienti a sedute pubbliche a base di frusta e mortifica le donne al punto che durante l’incendio di una scuola femminile la polizia religiosa impedì ad alcune studentesse di mettersi in salvo perché nella concitazione non avevano fatto in tempo a recuperare il velo”.

Dall’Isis che ce l’ha fatta a quello che popola i tg, con questo gioca e flirta il moderno sultano di Ankara: Erdogan. Non è un mistero che la Turchia abbia con la gestione della sua frontiera con la Siria e con la mai di fatto cessata guerra con i curdi aiutato più o meno direttamente il Califfato. Quella stessa Turchia che è membro della Nato e che ha abbattuto un Mig russo in circostanze non del tutto chiarite, e quella stessa Turchia che da anni sta trattando il suo ingresso nell’Unione Europea. Ingresso sinora non compiuto viste e considerate le varie manifestazioni antidemocratiche che contraddistinguono il governo di Ankara, ma ingresso che potrebbe oggi paradossalmente ricevere un inaspettato aiuto dai profughi. Si sta infatti avviando l’Europa, quell’Europa che non vuole vedere e non vuole che immigrati, profughi e rifugiati arrivino sin nel cuore del Vecchio e ricco Mondo, a concedere alla Turchia tutto quel che vuole in cambio del suo farsi ‘tappo’, tenendo la marea umana lontana dai confini europei. Un evento paradossale in considerazione della nota alta considerazione in cui la Turchia tiene i diritti umani e quelli dei rifugiati.

Il rifiuto di Sophie come le parole di Emine hanno scatenato pancia e passioni del web e non solo. Se l’attrice francese ha ricevuto l’applauso della rubrica del vicedirettore de La Stampa che scrive: “Un’attrice può ancora permettersi il lusso di esprimere la sua umanità senza lasciarsi intaccare dal cinismo. Deve avere coraggio, però. Evidentemente la ragazzina del ‘Tempo delle mele’ è diventata una donna tosta. Chapeau, Marceau”. Dall’altra la moglie di Erdogan, divenuta ampiamente oggetto di critiche: dal “Ricevere un’educazione in un harem non significa andare a scuola” twittato da un professore di scienze politiche sino al “Questi che parlano di harem hanno mandato le loro figlie a studiare nelle università americane”, cinguettato da uno utente che ha sottolineato come le figlie della coppia Erdogan frequentino un’università negli Usa.