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Salvini corteggia Raggi e Appendino per.. “scambio” Lega M5S

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ROMA –Matteo Salvini corteggia Virginia Raggi candidata sindaco M5S a Roma e Chiara Appendino candidata M5S a Torino, infatti dice che in un eventuale ballottaggio a Roma o a Torino voterebbe per loro. Perché Salvini fa così quando sta, starebbe, in alleanza per le elezioni amministrative con Berlusconi e la Meloni? Con tutta probabilità per uno “scambio” elettorale tra Lega e M5S: a Roma e a Torino se vanno al ballottaggio simpatia e voti per le candidate M5S, a Bologna e Novara se al ballottaggio c’è il candidato leghista, M5S ricambi la simpatia e il favore. E poi, come dice  articolo commento su La Stampa, “chi si somiglia si piglia”. E su tante cose, il no all’Europa primo tra tutte, Lega e M5s si somigliano. Si prenderanno anche un po’ al prossimo giro elettorale?

Sono un po’ di giorni che il segretario del Carroccio Matteo Salvini corteggia il Movimento5Stelle e le sue candidate, in particolare Virginia Raggi e Chiara Appendino. Si tratta, per carità, di corteggiamento squisitamente politico che apre però uno squarcio sulle intenzioni delle Lega alle amministrative di primavera. Tutti gli indizi lasciano pensare che Salvini abbia in mente una sorta di patto di desistenza non necessariamente esplicitato ma di fatto, un patto per cui in cambio di un aiuto leghista ai candidati 5Stelle di Roma e Torino, un simile aiuto riceverebbero i candidati del Carroccio a Novara e Bologna.

“Perché Lega e M5S hanno tanto in comune. Parlano la stessa lingua sull’Europa e sulla moneta unica. Hanno posizioni non troppo distanti sugli immigrati. E sono entrambi avversari irriducibili del premier. ‘Chi si somiglia si prende’, dicevano le nonne. Salvini e Grillo erano di là da venire, ma già si parlava di loro”, spiega Ugo Magri su La Stampa commentando gli ammiccamenti Salviniani dei giorni scorsi. “Altro che Bertolaso e Osvaldo Napoli”, aveva gentilmente detto il segretario leghista parlando dei teorici candidati del centrodestra per Roma e Torino.

Un amore, quello del Matteo Padano, che ha già fatto pronunciare al segretario della Lega un vero e proprio endorsement nei confronti delle candidate grilline: “Entrambe ­ ha ribadito alla Zanzara su Radio24 riferendosi alla Raggi, candidata a Roma, e alla torinese Appendino ­ hanno le idee chiare su quello che bisogna fare. Se nelle due città ci fosse un ballottaggio tra Pd e Grillo, voterei certamente per i candidati dei 5Stelle”. Che, almeno a Roma, la scintilla tra Salvini e il candidato confezionato da Silvio Berlusconi per il centrodestra non fosse scontata è cosa nota. La Lega non ha infatti ma nascosto il suo disappunto per la scelta del nome di Guido Bertolaso come candidato alla corsa per il Campidoglio, disappunto che porta Salvini a ripetere che “Bertolaso non è il suo candidato”.

A Torino invece la ‘scollatura’ con Osvaldo Napoli è stata probabilmente meno rumorosa, almeno sulla stampa nazionale, ma fa parte di un unico progetto leghista per le amministrative. “Un patto occulto di desistenza tra Lega e Movimento 5 Stelle per lanciare reciprocamente Appendino a Torino, Raggi a Roma e i due candidati leghisti a Bologna e Novara – scrive Francesco Bei su La Stampa ­. Una desistenza mascherata, che prevede il voto disgiunto nelle quattro città: a Roma e Torino i leghisti metteranno una croce sulla propria lista e sulla candidata sindaca grillina; in cambio a Bologna e Novara il M5s non si scalderà troppo per far arrivare al ballottaggio i propri candidati. Lasciando spazio a quelli del Carroccio”. Saranno i diretti interessati, specie i 5Stelle, pronti con ogni probabilità a smentire e urlare all’orrore non appena questa ricostruzione giungerà alle loro orecchie. E forse, nonostante quel che scrive Bei, non ci sarà nessun patto, né occulto né palese.

A volte però non è indispensabile sottoscrivere un contratto per andare d’accordo ma basta avere gli stessi obiettivi. Ed è vero che Salvini, e non solo lui, prevede che tanto a Torino quanto a Roma i candidati del Cavaliere faranno flop. E se così sarà al ballottaggio finiranno inevitabilmente i candidati di Grillo e del Pd. Di contro, a Novara e soprattutto Bologna, bookmakers e Carroccio danno per favoriti i candidati di centrodestra (questa volta graditi alla Lega) e del Pd, e se i dem sono il nemico comune ci si potrebbe ritrovare convenientemente per tutti sotto l’ombrello del ‘il nemico del mio nemico è mio amico’.