Blitz quotidiano
powered by aruba

Muraro rifiuti: M5S in festa per una multa

La foto di di Riccardo Galli

Leggi tutti gli articoli di Riccardo Galli

ROMA – Muraro Paola, “ministra” all’Ambiente della Giunta Raggi, potrebbe, pare, non è sicuro, essere sollevata dall’accusa di abuso di ufficio e incorrere soltanto in quella di “gestione rifiuti non autorizzata”. L’indagine della Procura su di lei si sarebbe concentrata, con solidi riscontri, sul fatto che la Muraro, allora consulente di fatto fissa (12 anni) dell’azienda Ama (rifiuti Roma) avrebbe timbrato i rifiuti in uscita dall’impianto di Rocca Cencia per quello che non erano. A seconda del trattamento che ricevono i rifiuti “trattati” ottengono una certificazione o un’altra. Ad ogni certificazione corrisponde un valore di mercato, in soldi per capirci. La Muraro consulente certificava e quindi assegnava valore ai rifiuti non corrispondente al trattamento realmente applicato ai rifiuti stessi.

Questo è a termini di legge “gestione rifiuti non autorizzata”, comma 4, articolo 256 codice ambiente. Questa gestione irregolare dei rifiuti timbrata da una consulente di fatto dirigente di Ama costa in termini legali una multa da 2.600 a 26 mila euro. Tanto costa secondo la legge non essere stati precisi, diciamo così, sul tipo di rifiuti che usciva da Rocca Cencia. Una multa, costa una multa. Vale per tutti ovviamente in Italia, mica solo per la Muraro: i reati ambientali diventano quasi tutti infrazioni e si sanano con una multa, la multa rende l’infrazione di legge letteralmente “oblata”.

La quasi notizia ha visto l’intero M5S o quasi mettersi in festa. Festa per una multa si registra nella dichiarazione del “capogruppo M5S” (Agenzia di stampa Ansa dimentica di dire capo gruppo di cosa, gruppo consiliare a Roma o Camera o Senato? Facciamo la prima…?) secondo la quale la quasi notizia conferma “giustezza posizione M5S voler leggere le carte” prima di precipitarsi in critiche e dio non voglia richieste di dimissioni per una “ministra” indagata. Festa contenuta si registra dalle parti dell’avvocato della Muraro che si profonde in riconoscimenti della “meticolosità della Procura di Roma”.

Ma leggiamola la quasi notizia: per la Muraro cadrebbe l’accusa di abuso di ufficio. Nella fattispecie l’aver avuto consulenze da Ama continuative e massicce saltando gerarchie e graduatorie interne. Insomma di essere stata di fatto assunta da Ama per lavorare certo ma anche per gli stretti rapporti personali con i manager Fiscon e Panzironi. Insomma clientela da alto livello. In linguaggio da codice appunto “abuso d’ufficio”. Sarebbe accusa caduta perché la norma della Regione Lazio non era stata mai “formalizzata” in Ama. Insomma e ancora insomma accusa pronta a cadere non perché nulla è successo ma perché quanto è successo non sarebbe legalmente sanzionabile. Non fosse M5S che da questo è esente e immune, uno potrebbe dire: salvata per un cavillo.

Ma il meglio della quasi notizia viene dopo. Il meglio è il motivo dell’aria di festa che tira in M5S alla Raggi. La Muraro andrebbe sì a processo e per reati ambientali. Ma non per abuso d’ufficio. E quindi pagando la multa tutto si sana. Auguri alla Muraro, se così sarà buon per lei. Ma chi paga una multa per “gestione rifiuti non autorizzata”, chi sana con oblazione in denaro infrazione di legge sui rifiuti può essere il “ministro” dei rifiuti della Capitale? Se lo ha fatto già e lo ha fatto per anni, perché non dovrebbe farlo ancora ora che addirittura comanda e dispone?

Girare la domanda a Luigi Di Maio che in tv ha garantito: “M5S non ha doppia morale, mai. Tanto meno che sul caso Muraro. Noi semplicemente lasciamo fare ai magistrati”. Di Maio, ora che arriva la quasi notizia della Muraro rinviata a processo per reati che si pagano con una multa a quale morale unica o doppia che sia corrisponde la festa per una multa?