Riccardo Galli

Napoli, muore di parto, parenti non denunciano ospedale. Più raro e prezioso di una perla nera

Napoli, muore di parto, parenti non denunciano ospedale. Più raro e prezioso di una perla nera

Napoli, muore di parto, parenti non denunciano ospedale. Più raro e prezioso di una perla nera (foto Ansa)

ROMA – Napoli, muore di parto, parenti non denunciano ospedale. Anzi riconoscono gli sforzi fatti dal personale medico per tenere in vita la loro cara. E’ una notizia che percorre totalmente in contro mano il mondo che c’è, almeno qui da noi. Il mondo che viaggia spedito e incolonnato tutto lungo le ampie autostrade, anzi vere e proprie highways, del sospetto, rancore, ostilità e soprattutto voglia, brama, di rivalsa sempre e comunque. Se non sulla morte e sulla sorte, che rivalersi contro di loro non si può, sempre trovando degli umani altri cui accollare la colpa e far pagare la pena che non si può infliggere alla morte, alla malattia, alla cattiva sorte.

Per questo andare contro mano la notizia che viene da Napoli profondamente stupisce, per la sua rarità. Il comportamento di quella famiglia è più raro di una perla nera. E anche più prezioso. Perché indica che c’è ancora umanità e ragione sotto l’enorme fall-out, sotto il bombardamento di radiazioni nocive della cultura di massa. Un comportamento più raro e prezioso di una perla nera quello della famiglia napoletana che non denuncia, non grida “ce l’hanno ammazzata, vogliamo giustizia”. Raro ognun può vedere quanto, prezioso perché indica che non siamo proprio tutti mutanti, non siamo diventati proprio tutti mutanti.

I mutanti e i mutati sono i tanti, i più, la quasi totalità. Sempre pronti ad imputare la malattia o la non guarigione o la morte alla colpa e dolo di qualcuno. Sempre pronti a non tollerare, tanto meno comprendere, quel che accade. Sempre indisponibili alla verifica dei fatti. Sempre lesti a vestirsi da vittime. In materia di salute e medicina hanno invaso, sommerso ospedali, medici e la medicina stessa di cause per risarcimento danni. Al punto da ingenerare una medicina difensiva (i medici che fanno fare tutti gli esami, anche quelli inutili per i pazienti ma utili per gli avvocati). Con la complicità attiva di organizzazioni che raccolgono dolore e confusione, rabbia e rancore e lo trasformano in causa giudiziaria e con al complicità passiva di una comunicazione ignorante e perciò corriva, i più dicono di voler giustizia in realtà vogliono solo vendetta e rivalsa, sulla morte, sulla vita stessa.

Nella Sanità, nella medicina. E in ogni campo della vita associata si fa causa, si ricorre ai Tar e poi ai Consigli di Stato e poi si invoca la Corte Costituzionale. La politica dà come da copione il pessimo esempio: ogni legge dell’avversario politico è sicuramente e subito bollata come “incostituzionale”, a prescindere. Le Regioni fanno causa allo Stato, lo Stato alle Regioni, i Comuni impugnano le leggi degli altri, i Comitati di qualunque cosa impugnano le leggi di chiunque…

La politica…e peggio ancora la società cosiddetta civile. Qualunque cosa accada, un minimo incidente stradale, una cattiva preparazione scolastica, un pessimo risultato produttivo in azienda, una scarsa audience in televisione, una perdita di denaro per un investimento andato a male…Mai i più, i mutati e mutanti accettano, contemplano, immaginano una loro personale responsabilità. Sempre colpa e danno procurato da qualcun altro, danno di cui vogliono essere risarciti, danno di cui vogliono vendicarsi.

I più che coincidono con i peggio. La famiglia di Napoli che non vuole al patibolo i medici e gli infermieri che non ce l’hanno fatta a salvare la vita alla loro cara fa parte di una umanità migliore, la sempre meno diffusa e visibile.

 

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