Riccardo Galli

Nubifragi, morti, danni…Arancione o Rosso? Penoso teatro. I gommoni della Raggi

Nubifragi, morti, danni...Arancione o Rosso? Penoso teatro. I gommoni della Raggi

Nubifragi, morti, danni…Arancione o Rosso? Penoso teatro. I gommoni della Raggi (foto Ansa)

ROMA – Nubifragi, morti, danni…E’ la seconda notizia, il secondo titolo dei notiziari in tv, dei quotidiani (nonché la prima passione sui e dei social) è la “polemica e scontro” sul colore degli allarmi meteo. Arancione o Rosso? E che differenza c’è? E chi doveva lanciarlo l’allarme e di che colore? E a chi compete cosa dopo l’allarme meteo? E insomma a chi li mettiamo in carico quei morti e quei danni? Un teatro con molti, moltissimi attori e comparse, grandi scenografie, innumerevoli recensioni, infinite repliche…un teatro penoso.

Di solito in Italia, in quella contemporanea, il nubifragio, i morti e i danni vengono messi in carico a chi governa il luogo dove troppa acqua è caduta e troppo in fretta. L’applicazione del “piove, governo ladro” è severa e totale. Accade però spesso che i governi siano due, tre o anche più.  Quindi i morti di Livorno stavolta li mettiamo in carico a Nogarin sindaco M5S o al governatore Rossi Pd o direttamente a Gentiloni?

La stessa fondamentale e, come ognun vede, eticissima e utilissima missione le forze politiche e la pubblica opinione si erano assegnate quando fu nubifragio su Genova o in Calabria o in Sicilia ed ovunque accada un guaio o un disastro. Chi non ha avvertito chi è la domanda di chi chiede “sia fatta luce e chiarezza”. (Anche sui terremoti oltre che sui nubifragi siamo come paese molto avanti nella sperimentazione del metodo: consiste nel prima non fai un cavolo, un tubo, niente. Poi processi, processi per davvero, chi non ha avvisato che il terremoto arrivava).

Chi non ha avvertito chi è gioco cui giocano tutti: le popolazioni che subiscono il danno, facebook e i suoi fratelli e cugini e abitanti e pascolanti e ruminanti, i Tg di ogni rete e famiglia, gli inviati microfono e telecamera, i titolisti e articolisti dei giornali di carta. E, ovviamente, i politici.

Primo istinto del sindaco su cui è piovuto in testa un nubifragio: protestare con sdegno che non l’hanno avvertito, altrimenti lui…Il sindaco, in questo caso Nogarin ma oggi tocca a lui, ieri e domani a tutti, deve scaricarsi in fretta da ogni responsabilità. E’ questo il primo comandamento della morale civile italiana. Pronunciare il “non c’entro”-“non mi compete” è il primo e fondamentale obiettivo. Per raggiungerlo occorre scaricare responsabilità su qualcun altro. Quindi viene perfetto il “mi hanno dato l’allerta arancione invece che rossa”.

La bugia di Nogarin e di tutti i sindaci o governatori o governanti nella stessa situazione è che arancione o rossa che fosse l’allerta loro cosa avrebbero fatto di concreto? Nulla. Perché nulla cambia in quel che si può fare in 24 o 48 ore per evitare morti o danni in caso di nubifragio o calamità naturale. Il penoso teatro dell’ Arancione o Rosso è bugiardo e civilmente vile perché nessuna prevenzione reale può essere fatta qualunque sia il colore dell’allarme meteo.

La prevenzione, la sicurezza ai cittadini la si può costruire e dare in un modo che quasi nessun governo locale attua. Perché prevenzione e sicurezza del territorio vuol dire perdere voti e consenso. Dire no al cemento (regolare, abusivo o sanato che sia) vuol dire perdere consenso (Ischia è università in materia ma l’Italia è disseminata di analoghe Facoltà e Cattedre). Obbligare a manutenere, smaltire, sversare secondo regole di prevenzione e sicurezza viene percepito dalla gente come fastidio e imposizione. Quindi non si fa. Fino a che non arriva il nubifragio, e allora la gente grida “ci hanno lasciati soli” e sindaci, governatori, ministri e parlamentari avviano lo scaricabarile.

In un circuito sempre più vizioso la responsabilità di governo vera viene fuggita perché il governo vero non porta consenso e voti. Il governo vero è scelta, selezione di interessi, gerarchia di interessi in ballo, uso della nozione del beneficio differito, consapevolezza che l’interesse, anzi la salute pubblica a lungo termine quasi sempre sarebbero respinti da un referendum sull’immediato. Ma quale politico oggi è capace anche solo di immaginare che la volontà popolare non è ispo facto il governo della cosa pubblica?

La volontà popolare in Italia vuole che si costruisca dove ci pare, che si disboschi come ci pare (caso mai ci pensiamo col fuoco), che si smaltiscano rifiuti anche tossici come ci pare…E che soldi dalle nostre tasche per risanare, pulire, mettere in sicurezza…ma siamo pazzi?

Di conseguenza i governi locali, i sindaci soprattutto, non fanno nulla, nulla, nulla. E lo chiamano governo. Poi montano il teatrino Arancione o Rosso.  Ma non è solo colpa loro, è anche responsabilità di tutta la comunità che chiede anzi esige il minor governo possibile di quello che si chiama territorio.

Certo, qualche volta i sindaci ci mettono del loro. Quando governavano altri sindaci a Roma, ormai è passato un anno e più, Virginia raggi alla vigilia di pioggia sulla capitale postava con gusto: “Piove a Roma, gonfiate i gommoni”. Alludendo al fatto accertato e accertabile che la cattiva o inesistente manutenzione di strade e tombini fa in modo che regolarmente Roma si allaghi quando piove. Il 10 di settembre, mese quattordicesimo dell’era Raggi, pioggia su Roma e Roma allagata. Qualcuno metterà, comprensibilmente, la Raggi in gommone. Ma incomprensibilmente quello del teatro bugiardo e grottesco è l’unico gioco che sappiamo giocare.  E spudoratamente mentiamo o accettiamo la menzogna di chiamarlo prevenzione, sicurezza, addirittura responsabilità

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