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Redditi: tutti a 1.600 (lordi) al mese. Italia improbabile

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ROMA – Redditi, dichiarazioni dei redditi 2014, quel che si dice dei nostri soldi al fisco, allo Stato, al prossimo. Quel che noi tutti diciamo di guadagnare, i soldi con i quali diciamo di campare. Come sempre, come da sempre un paese di morti di fame o quasi. Dove poveri o quasi poveri sono il 96% per cento degli abitanti e il ceto medio dei redditi si è ristretto fino ad uno striminzito tre per ceno della popolazione. I ricchi? Lo zero virgola qualcosa per cento.

Dieci milioni di italiani sono, si dichiarano così poveri da non versare di conseguenza neanche un euro di tasse. Legittimamente sono esentati dal pagarle o godono di detrazioni fiscali che annullano il pagamento. Insomma dieci milioni troppo poveri per pagare tasse e contributi. E sia.

Il resto (un resto grosso, più o meno 47 milioni di italiani) dichiara di guadagnare e vivere e campare in media con 20.300 euro l’anno. Lordi s’intende. L’anno prima il reddito medio dichiarato era inferiore, 20.070 euro. La differenza, non essendoci stato tra 2013 e 214 incremento di Pil, anzi, è la misura del recupero, minimo, di evasione fiscale o, se preferite, dell’aumento, micrscopico, della disponibilità degli italiani a pagare le tasse. In ogni caso 230 euro a testa in più di reddito dichiarato tra un anno e l’altro.

Il reddito medio di 20.300 euro diviso per dodici mesi fa poco più di 1.600 euro lordi al mese. Con i quali 47 milioni di italiani abitano, vestono, mangiano, comprano, pagano servizi, consumano, risparmiano, sposano, mettono famiglia, ristrutturano casa, vanno in vacanza e pagano anche quel tanto di tasse che trasformano i 1.600 e passa lordi in meno di 1.400 netti. Insomma sono acrobati del reddito, trapezisti della sopravvivenza, virtuosi fenomeni dell’arrivare a fine mese.

A 4.000 euro al mese di reddito (lordo) ci arrivano solo quattro italiani su cento. Sono questi due milioni circa di cittadini e solo questi che con tremila euro netti al mese dopo le tasse alimentano ristoranti, fabbricanti di mobili e auto e moto, cinema e teatri, circhi e stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, boutiques e negozi. Che comprano case e che risparmiano così tanto da fare dell’Italia il paese con uno dei maggiori patrimoni pro capite in banca. Due milioni di cittadini più o meno: solo loro hanno, dichiarazioni alla mano qualche soldo da spendere o risparmiare.

I ricchi poi, quelli che contano li euro a centinaia di migliaia l’anno sono più rari di un unicorno no, ma di elefante sì. Ce ne sono pochissimi in Italia.

Quindi un paese con dieci milioni di poveri, 47 milioni che a fatica lega il pranzo con la cena, due milioni che “straviziano” con tremila euro netti al mese. Italia ufficiale e Italia altamente improbabile. Quanto improbabile ditwelo voi stessi con un semplice e facile paragone con l’Italia in cui voi stessi vivete.