Riccardo Galli

Roma targhe alterne per finta. Auto e vigili se ne fregano

Roma targhe alterne per finta. Auto e vigili se ne fregano

Roma targhe alterne per finta. Auto e vigili se ne fregano

ROMA – E al sesto giorno (o sarà il quarto o l’ottavo ma chi li conta davvero?) di targhe alterne Roma tutta, istituzioni e cittadini, automobilisti e vigili urbani, furgoni porta pacchi e motorini, motori di tutti gli euro possibili, signore in shopping e impiegati alla sedia e al cappuccino, studenti al ciao-ciao natalizio alle scuole, professionisti a studio…Roma tutta proprio tutta decise che delle targhe alterne chi se ne frega e tutti in macchina che targa c’è c’è.

Al martedì 22 dicembre  l’ordine, prefettizio niente meno, di circolare a targhe alterne per pratica e consenso comune e unanime viene ignorato. Anzi di più, non solo ignorato, proprio rimosso, cancellato, disperso. In fondo lo avevano annusato anche giornali, radio e televisioni che quest’ordine sarebbe stato respinto, frantumato, diciamo pure soggetto al “…neanche te sento”. Tutti gli organi di comunicazione, chi più chi meno, avevano dato il minimo sindacale del risalto alla notizia, all’annuncio, alla disposizione delle targhe alterne.

Perché? Per istinto e consapevolezza del proprio habitat. Sarà infatti la terza o quarta o quinta volta che si ordina di tenere ferme le auto con una targa pari o dispari. La terza, quarta o quinta volta in due, tre settimane. Alla prima volta i romani, la comunità, la società civile ha fatto leggera mostra di crederci. Alla seconda ancora, ancora…sia pure con uno sbuffo. Alla terza volta è stata auto esenzione di massa. Un basta di massa che è più che rivolta, è ignorar di popolo dell’ordinanza.

E quindi in questo martedì di targhe dispari autorizzate girano per Roma incolonnate nel traffico auto con targhe pari con tranquilla, condivisa, praticata legittimità. Stamani nessuno si è posto il problema di che targa aveva, stamani i romani hanno vaporizzato il divieto. E non per animo ribelle ma per pragmatica constatazione dell’impossibilità di fare sul serio in questa città. In questo martedì romano nessun vigile urbano (e quando li trovi in strada?) si mette di mezzo. Niente meno che a multare. Anche i vigili hanno vissuto il mood della città, anche i vigili sanno che non è proprio il caso. E poi hanno altro da preparare i vigili urbani di Roma: lo sciopero generale dei 24 mila e passa dipendenti del Comune del 27 o 29 gennaio si vedrà. Sciopero per il salario accessorio che questo cavolo di Stato infame si ostina a voler legare niente meno che ad una punitiva e offensiva prestazione accessoria. Roba da matti, come voler legare il pagamento dello straordinario al lavoro in straordinario…

Girano le auto di tutte le targhe, tutte egualmente martoriate dai ridicoli (tra un po’ scopriremo peggio che ridicoli) lavori stradali per il Giubileo. Pioggia di mini cantieri che dovevano essere tutti o quasi già chiusi, pioggia di asfalto sulle grande vie di scorrimento, asfalto a metter pezza, pezze di asfalto che dureranno se va bene qualche mese e poi forse verranno buone come materiale di indagine e prova per inchieste sugli appalti. Girano le auto di tutte le targhe, la città tutta se ne frega delle targhe alterne.

Anche perché sotto sotto intuisce che delle targhe alterne se ne fregano anche le autorità che le ordinano. Si fa la targa alterna per far qualcosa che impedisca all’autorità di essere sanzionata da altra autorità per non aver fatto nulla contro l’inquinamento urbano. Si fa la targa alterna per burocrazia e scena. Alla terza, quarta, quinta messa in scena la città, la gente comprensibilmente si annoia e se ne frega.

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