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Sharia a Napoli. Giudice: valide nozze con vendita e ripudio

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ROMA – Sharia sbarca a Napoli, la legge islamica approda sul suolo italiano attraverso una sentenza di un Tribunale Civile. Il Tribunale infatti ha stabilito che Yusuf e Osman hanno diritto al ricongiungimento familiare. Yusuf di origini somale dall’Arabia Saudita si è trasferito in Italia dove regolarmente risiede e lavora, è infatti geometra. Quindi ha chiesto alle autorità italiane il via libera al ricongiungimento con Osman, la donna sposata in Arabia Saudita il 21 febbraio 2013. E la sentenza del Tribunale ha detto: che venga in Italia Osman, a ricongiungersi con colui con cui ha contratto “coniugio”. Il Tribunale infatti lo chiama coniugio e in questa altisonante e un po’ ermetica definizione trova ampia acqua giuridica per lavarsene le mani. Lavarsi le mani dell’altra e più importante questione.

Già, perché secondo i nostri occidentali usi, costumi, valori, principi si fa gran fatica a definire Yusuf e Osman marito e moglie. Anzi non c’è fatica che tenga: buon senso, ragione, civiltà non ci stanno a definire quello tra Yusuf e Osman un matrimonio. Dica quel che vuole il Tribunale…

Le nozze tra Yusuf  e Osman sono state secondo la tradizione islamica di fatto una transazione commerciale. Infatti l’uomo ha versato una cifra (duemila dollari) per acquisire la compagna. Nella transazione c’era un mediatore e garante e nella transazione è compreso il diritto di ripudio della donna da parte del maschio.

Ora mettetela come vi pare ma riconoscere queste nozze come valide in Italia sarà anche giuridicamente sostenibile ma è civilmente inaccettabile. Non si tratta di riconoscere culture altrui. Si tratta di dare cittadinanza e veste legale alla “compra” della merce moglie, di riconoscere un diritto di ingresso alla sottomissione, alla condizione di inferiorità legale di una donna nei confronti di un uomo. Si tratta, nel caso in specie, di consentire un ricongiungimento tra due persona di cui l’una in condizione quasi schiavile nei confronti dell’altra. Si tratta di dire all’uomo che ha pagato una moglie e che può se vuole ripudiarla che queste regole non si cancellano come incivili una volta in Italia.

Il Ministero degli Esteri si era opposto a questo ricongiungimento familiare, ma il giudice che ha emesso sentenza ha ritenuto che tra Yusuf e Osman fosse prevalente su ogni cosa la volontà di stare insieme. Il giudice, se le parole hanno un senso, ha visto dunque una prevalente condizione d’amore tra i due. Amore chissà con quale parametro e strumenti testato.

Più prosaicamente l’avvocato di Yusuf e Osman ha chiesto un  risarcimento di 20 mila euro sostanzialmente per il danno subito dai due nel dover attendere il via libera al ricongiungimento. Effettivamente questa richiesta è coerente con il tutto. Diritti della persona, eguaglianza davanti alla legge senza distinzione di , laicità delle leggi e un po’ di altre cosette della nostra cultura e civiltà come dire…visto che siamo a Napoli: cornuti e mazziati.