Riccardo Galli

Tasse: più basse per i giovani. E più alte per gli anziani? Tentazione governo

Tasse di più per i vecchi, di meno per i giovani. La tentazione del governo

Tasse di più per i vecchi, di meno per i giovani. La tentazione del governo

ROMA –Tasse: a parità di reddito più basse per i giovani, con il rischio diventino più alte per gli anziani, più basse per i giovani. Insomma tasse legate all’età, tasse “progressive” secondo anagrafe.

Dal ‘pagare meno, pagare tutti’ al far pagare meno i giovani, rischiando di far pagare però  di più i vecchi. Il tema è quello delle tasse, e l’idea è quella allo studio della squadra di Matteo  Renzi che vorrebbe giocare questa carta al tavolo delle primarie. Una carta che nella mente di  Tommaso Nannicini, ex sottosegretario a Palazzo Chigi e ora consigliere dell’ex premier, dovrebbe  essere meno tasse ai giovani e niente aumenti per gli anziani. Ma un’idea che, nella pratica, potrebbe essere attuata forse solo  con una compensazione come l’aumento del prelievo ai più anziani.

“L’hanno chiamata maturità fiscale – racconta il Corriere della Sera di oggi -. E se il principio può  sembrare teorico le conseguenze sono decisamente pratiche: far pagare un po’ meno tasse ai  giovani e un po’ più tasse agli anziani. La proposta è in un rapporto preparato da due professori  della Luiss. Fabio Marchetti, docente di diritto tributario, e Luciano Monti, che insegna Politiche  dell’Unione europea, lo presenteranno il 22 nell’università romana, con ricca partecipazione di  ministri.

E probabilmente c’è anche il loro lavoro dietro l’annuncio fatto da Tommaso Nannicini,  ex sottosegretario a Palazzo Chigi, ora consigliere di Matteo Renzi. Intervistato dal Messaggero,  Nannicini ha parlato di riduzione della pressione fiscale sulle nuove generazioni. Una carta da  giocare al tavolo delle primarie Pd e, soprattutto, a quello delle prossime elezioni”.

L’idea confezionata dai docenti della Luiss è relativamente semplice: ridurre la pressione fiscale  sui più giovani (che siano under 30, under 40 o altro lo si valuterà), in modo da ridurre e contenere  il disagio giovanile. “L’idea è di ancorare la pressione fiscale non solo al reddito ma anche all’età  – spiega Monti, uno dei due professori della Luiss -. A parità di reddito il giovane pagherebbe  meno dell’anziano”.

Una soluzione, sperando che di soluzione si tratti, che dovrebbe passare un vaglio di  costituzionalità non semplice visto che la nostra Carta presuppone l’uguaglianza di tutti i cittadini.  Ma un vaglio che potrebbe essere aggirato dando un carattere temporaneo alla misura. E qui  iniziano le differenze con quanto in animo a Nannicini e alla squadra di Renzi che, come riporta il  quotidiano di via Solferino, “hanno in mente un meccanismo stabile”.

Il punto di maggiore distanza tra il progetto che Monti e Marchetti esporranno e le idee di  Nannicini è però un altro. Posto che trovare risorse per finanziare una riduzione del carico fiscale a  carico di chi che sia è cosa complessa, e basti ricordare che già per il 2018 il governo deve trovare  20 miliardi di euro per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, gli aumenti automatici  dell’Iva, e che l’anno dopo i miliardi da trovare per lo stesso motivo diventano quasi 23, e senza  contare gli altri 10 miliardi che servirebbero, ogni anno, per tagliare le tasse sul lavoro, come  appena annunciato dal premier Paolo Gentiloni, l’idea comune è di far essere questo sgravio a  ‘costo zero’. Mentre però per i due docenti il costo zero è per le casse pubbliche, per Nannicini il  costo zero è invece per i contribuenti.

L’ex sottosegretario vorrebbe infatti reperire le risorse  necessarie dalla lotta all’evasione, che quest’anno ha registrato ottimi risultati, e al massimo da tagli  a qualche voce di spesa. Un progetto forse accattivante e decisamente spendibile in campagna  elettorale. Al contrario Marchetti e Monti finanzierebbero la riduzione a carico dei giovani con un  aggravio a carico degli anziani. Una versione, questa seconda, decisamente più sostenibile in una  logica di cassa ma ancor più decisamente meno buona da spendere per conquistare elettori.

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