Riccardo Galli

Trump: primo consigliere il suprematista bianco e il giudice no aborto

Trump: primo consigliere il suprematista bianco e il giudice no aborto

Trump: primo consigliere il suprematista bianco e il giudice no aborto (nella foto Ansa, Steve Bannon)

ROMA – Trump eccolo. Ha nominato suo primo consigliere tal Steve Bannon (un tale che ha contribuito non poco a fargli vincere le elezioni convogliando su Donald il voto massiccio di tutte le iper destre americane, quelle anti Washington, anti Stato, anti Fbi, anti ebraiche, anti nere, anti muslims, anti g*y, anti aborto…). E molti, non si capisce bene perché, si sono mostrati indignati e sorpresi.

Indignati perché il presidente eletto premia un suo stratega nella raccolta del consenso? Sorpresi e indignati perché va a lavorare nel cuore della Casa Bianca uno apertamente e chiaramente sostenitore e paladino del “suprematismo bianco”? Steve Bannon già lavora da tempo nella testa e nell’animo di Trump, non si vede dove sia la sorpresa.

Ma il “suprematismo bianco”… addirittura? Addirittura fargli fare l’ingresso ufficiale alla Casa Bianca? Anche qui la sorpresa è francamente eccessiva. Il “suprematismo bianco” è stata parte integrante della campagna elettorale di Trump e costituisce una parte evidente del consenso raccolto. In più è presente e riscontrabile, in dosi variabili, nella cultura dello stesso presidente e del suoi staff e, quel più conta, di parte crescente della società americana.

San raffaele

Il suprematismo, l’idea che i bianchi di pelle abbiano il diritto e il dovere di “venire primi”, di stabilire le regole, di tenere gli altri colori umani al loro posto non è mai stata assente nella cultura americana. Ma ha conosciuto decenni di difficoltà, di recessione. Non è mai stata messa davvero al bando, non è mai stata solo residui folklore. Però era contenuta e combattuta. Con Trump presidente e Bannon consigliere acquista dignità e corso ufficiale. Ma è quel che c’era, anche questo c’era esplicitamente e apertamente nel pacchetto Trump presidente. E gli americani il pacchetto l’hanno accettato. Ora lo scartano e aprono con il suo contenuto sul quale non si vede la ragione di sorprendersi.

Trump eccolo: ha detto che nominerà alla Corte Suprema un giudice pro life, cioè anti aborto. E che si aspetta di conseguenza sentenze e successiva legislazione che rendano negli Usa l’aborto molto difficile se non illegale. O almeno regolato Stato per Stato dell’Unione. Anche qui grande sconcerto ma di essere anti aborto Trump lo aveva detto e non sussurrato: anche la Corte Suprema che sentenzia contro l’aborto faceva parte del pacchetto votato. Voato anche dalle donne americane, quelle bianche al 53 per cento per Trump.

To Top