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Trump governo: il razzista, il pro tortura, il “cane pazzo”…E che vi aspettavate?

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WASHINGTON – Clamoroso a Washington: la poltrona di segretario alla giustizia andrà ad un uomo accusato di razzismo; a capo della Cia finirà un sostenitore della tortura; a guidare l’esercito un ex generale detto amichevolmente ‘cane pazzo’ e consigliere per la sicurezza nazionale sarà un 57enne vicino a Putin. Sono gli uomini che il presidente eletto degli Usa, Donald Trump, sta scegliendo per la sua squadra. Scelte che destano…stupore? A sorprendere è più la sorpresa dei commentatori italiani e non, che non le scelte di ‘The Donald’.

Giudicare clamorose le scelte dell’uomo che ha conquistato la Casa Bianca, conoscendo il suo curriculum, suona un po’ come sorprendersi per la vittoria della Juventus contro il Pescara. Se le scelte di Trump, dopo la sua campagna elettorale, finissero su sostenitori dei diritti umani, su paladini della difesa dell’ambiente allora sì, ci sarebbe da stupirsi. Ma che l’uomo che ha promesso di innalzare un muro al confine col Messico e di cacciare dagli Stati Uniti milioni di immigrati irregolari, voglia vicino a sé profili come quelli di Jeff Session, il razzista, o di Michael Flynn, l’amico di Putin, o di Mike Pompeo o Steve Bannon è assolutamente logico e persino conseguenziale.

“Clamoroso al Cibali” è la locuzione attribuita al radiocronista italiano Sandro Ciotti, coniata domenica 4 giugno 1961 durante la cronaca di Catania-Inter giocata, appunto, allo stadio Cibali e finita con la vittoria dei padroni di casa per 2 a 0. Un’esclamazione divenuta celebre e, nel tempo, sinonimo di eventi inattesi ed imprevedibili. Eventi tra cui la stampa, i media di mezzo mondo e in primis quelli italiani, fanno rientrare le scelte di Trump.

Il Corriere della Sera di sabato scorso ad esempio, e parliamo del quotidiano per antonomasia del nostro Paese, ospitava in prima pagina ben tre commenti diversi che narravano con stupore delle scelte del tycoon a stelle e strisce. Giuseppe Sarcina, Massimo Gaggi, Franco Venturini raccontavano di Michael Flynn, il futuro consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, sottolineando come in passato avesse giudicato un atteggiamento ‘RAZIONALE’ (scritto da lui in maiuscolo su Twitter ) aver paura del mondo musulmano, sottolineando i suoi atteggiamenti radicali, criticati anche da molti repubblicani, la mancanza di equilibrio che l’aveva reso inviso ai capi militari, e ricordando dell’avventurosa apparizione a fianco di Vladimir Putin, un anno fa, oltre ad alcuni conflitti d’interesse (è titolare di una società di consulenza in rapporti d’affari con ambienti vicini al governo turco e di altri Paesi mediorientali, oltre che con la Russia).

Oppure, a proposito del prossimo ministro della giustizia americano, ricordavano come “l’ultima volta che Jeff Sessions affrontò il giudizio del Senato – 30 anni fa, quando Ronald Reagan lo nominò giudice federale – la sua candidatura fu bocciata tanto dai parlamentari democratici quanto da diversi repubblicani, dopo un esame severo condotto da un (allora) giovane senatore progressista: Joe Biden. Troppi giudizi controversi, soprattutto su questioni razziali. Un suo vice nero testimoniò di essere stato intimidito: ‘Attento a come ti rivolgi a un bianco’”. E Mike Pompeo veniva definito, come è, un pubblico sostenitore della tortura. E Steve Bannon è un confesso e orgoglioso suprematista bianco.

A tutti vien da dire: e che vi aspettavate? Trump è l’uomo che in campagna elettorale ha ventilato l’ipotesi di non fare entrare musulmani dagli Usa, è l’uomo che ha rivendicato la possibilità per chi è ricco di far quel che vuole con le donne, è il presidente eletto che consulta per le scuole pubbliche americane il sostenitore del “creazionismo” e della Bibbia come unica scienza. Non hai mai fatto mistero di essere questo. Come non ha mai fatto mistero o mascherato il proprio radicalismo in politica. Anzi, Trump è arrivato alla Casa Bianca proprio grazie al suo rivendicare con forza tutte queste sue caratteristiche. Aspettarsi da lui scelte diverse sarebbe come pensare ad un Salvini premier che propone una tassa per finanziare il soccorso in mare dei migranti. Quello sì, sarebbe clamoroso. Dietro lo stupore per i connotati del governo Trump c’è l’illusione, la finta e suicida “saggezza” di chi si consola con la favoila che Trump presidente non sarà…Trump.