Blitz quotidiano
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Roma, 5mila tonnellate di rifiuti al giorno. Ma “la signora Raggi”…

ROMA – A Roma vengono prodotte ogni giorno cinquemila tonnellate di spazzatura che non si sa dove mettere. E la “signora Raggi” e la sua giunta targata Movimento 5 stelle “discutono dei destini del mondo e della società di pastori a cui aspirano, e di come arrivarci”: il duro attacco alla neo-eletta giunta romana arriva da Giuseppe Turani, che in un articolo pubblicato anche su Uomini e Business con il titolo “Andare per farfalle a Roma” racconta la drammatica situazione dei rifiuti nella capitale.

Forse la signora Raggi e la sua giunta si vogliono semplicemente suicidare. Vogliono offrire cioè al mondo intero lo spettacolo di una città dove scorrazzano finti centurioni, camioncini per le bibite ovunque, tonnellate di spazzatura, molti topi e qualche cinghiale. Mentre loro discutono dei destini del mondo e della società di pastori a cui aspirano, e di come arrivarci. Non escludo, insomma, che si siano stancati di fare politica, e di questo mondo,  e che vogliano finirla con un grande falò.

Infatti, con tutta la buona volontà possibile non ho capito che cosa stiano combinando a Roma. Adesso è agosto, la gente va al mare e in qualche modo quelli rimasti si arrangeranno (si terranno l’immondizia sulla porta di casa). Ma è inevitabile che arrivi anche settembre e che la città riprenda a funzionare a pieno regime. A quel punto la questione spazzatura, sulla quale per ora i grillini se la cavano con polemiche, tweet e altro, emergerà in tutta la sua gravità.

Si segnalano due punti:

1- Non ci sono impianti adeguati per il trattamento dei rifiuti. L’unica tecnica è quella di raccoglierli e gettarli da qualche parte. Un po’ primitiva. Forse andava bene ai tempi di Enea, ma adesso ci sono 4500 tonnellate al giorno di monnezza da far sparire e una città di tre milioni di abitanti. Tanta roba.

2- Risulterebbe, però, che nella zona non esistano più terreni adatti a funzionare come discariche. Le poche aree che ancora si presterebbero sembra che siano già state acquistate dal solito privato che da decenni campa sui rifiuti romani. Sta lì, seduto, e aspetta al varco gli amministratori romani.

L’unica strada possibile, a settembre, sarà allora quella di procedere all’esproprio di quei terreni (ma ci vuole in decreto governativo e comunque tempi lunghi), accatastare lì un po’ di rifiuti e mandare il grosso in Germania o in Olanda (o nel Veneto), con costi altissimi per la popolazione.

Mentre i treni e i camion correranno con la spazzatura romana verso il Nord Europa, bisognerebbe decidere se Roma vuole dotarsi, come le altre città, di impianti per il trattamento dei rifiuti o se invece si vuole continuare con le discariche e la successiva spedizione degli stessi rifiuti all’estero (pagando, trasporto e servizio).

La verità è che, ideologicamente, i grillini sarebbero per un mondo in cui i rifiuti non ci sono. Il fatto che a Roma se ne producano quasi 5 mila tonnellate al giorno rappresenta un insulto e una palese violazione della loro visione del mondo.

E quindi di rifiuti non si parla. Si spera che i romani, prima o poi, capiscano che i pannolini vanno lavati in casa (e non  gettati nella spazzatura) e che i contenitori del cibo sono dannosi.(…)

E infatti la giunta preferisce discutere di banalità come il biocentrismo (non più l’uomo al centro della scena, ma tutti gli esseri viventi, topi e farfalle comprese) o di alcune riserve ideologiche verso l’economia digitale. (…)

Insomma, si chiacchiera in attesa del rogo finale e della fine di tutte le ambizioni. Il sindaco Raggi, comunque, non ci sarà: sarà andata a ritirare il bambino a scuola, come fa sempre.


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