Blitz quotidiano
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Roma di Virginia Raggi, segnali un problema Atac, ti offrono un posto: assessore, ma che fa, sfotte?

Può un assess0re di Roma Capitale sfottere e farsi beffa di un cittadino? Nella Roma a 5 stelle di Virginia Raggi può e come! La vicenda è finita su tutti i giornali, ora vi racconto come è andata. Tutto ha inizio da un messaggio via Twitter all’assess0re da parte di un, anzi di una utente amareggiata perché, dopo avere creduto alla propaganda grillina che prometteva un controllore su almeno alcune linee di bus di Roma, ha dovuto constatare che non era vero. Quella utente è la vostra cronista. Direttamente da bordo del bus, ho inviato alla signora Linda Meleo questo messaggio:

“Anagnina ora, 047 vettura 5319, nessun controllore. Perché?”.

Era giovedì 18 novembre 2016. Può un semplice tweet di un semplice utente Atac pungere nel vivo un asre di Roma Capitale al punto che, dopo 2 giorni di silenzio, l’assess0re Linda Meleo o chi per lei gestisce il suo profilo Social, ha risposto così:

“È così precisa che Atac potrebbe usufruire di lei in centrale operativa”,

non una parola di più, non una di meno. Invece di rispondere a tono, spiegando perché, la Meleo ha risposto offrendomi un lavoro all’Atac, scegliendo la via della beffa, canzonando il povero utente che già ogni giorno deve sopravvivere al (dis)servizio Atac. Per onore di verità devo dire che almeno questa volta mi hanno risposto. In altre occasioni in cui avevo segnalato disservizi, l’account della signora Meleo è rimasto muto.

All’origine di questa mia ultima segnalazione, per chi non segue da vicino le cose di Roma, c’era la notizia – sbandierata ampiamente su Facebook dalla pagina ufficiale Facebook di Linda Meleo e da altri esponenti della giunta capitolina – secondo cui, cito il post di Facebook dell’assess0re, è ora

“al via la sperimentazione del controllore fisso a bordo dei bus. Una misura, richiesta da tanti romani, per contrastare il fenomeno dell’evasione che a Roma ha raggiunto livelli insostenibili”.

Ma l’annuncio, che in un primo momento è sembrato una vera rivoluzione per migliaia di utenti Atac, si è presto rivelato una chimera. Basta infatti essere – purtroppo – utenti fissi di alcune di quelle 5 linee per rendersi conto che la realtà è ben diversa dalla propaganda. Prendendo ogni giorno 2 volte al giorno le linee 046 e 047, per esempio, risulta palese il fatto che di controllori non vi sia nemmeno l’ombra su molte vetture.

Dopo 3 giorni in cui ho chiesto più volte spiegazioni in merito, citando con esattezza orario, direzione e vetture di quelle linee su cui di controllori non si è visto nemmeno un cartonato (5319, 3910, 5407, 5271 sono solo alcune delle vetture citate, per 2 linee che di per sé offrono già pochissime corse) Linda Meleo, l’assess0re che dovrebbe essere più di tutti “portavoce” (ma non erano loro semplici dipendenti dei cittadini?) invece di aprire un dialogo ha risposto beffeggiando l’utente.

È lecito chiedersi se sia Linda Meleo in persona a rispondere ai tweet o se vi sia una squadra che le gestisca i social. In entrambi i casi l’asre ha fatto di certo una non bella figura. Inutile dire che questa replica fuori luogo ha causato le ire di moltissimi utenti Atac che si sono riversati su Twitter a criticare la strategia social davvero poco efficace e la risposta assolutamente di cattivo gusto.

L’unica spiegazione lecita è che, probabilmente, l’asre sa benissimo che rispondendo nel merito si sarebbe aperto il vaso di Pandora della propaganda del “controllore a bordo”.