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Bertolaso a Roma, così Berlusconi aiuta Renzi in difficoltà

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ROMA – Bertolaso, il candidato spaccatutto della destra, finira per aiutare il Pd a tenere la poltrona di sindaco di Roma, scrive Salvatore Sfrecola in un articolo pubblicato anche sul suo blog, Un Sogno Italiano.

Un candidato che divide, Guido Bertolaso, fin dal primo annuncio della sua discesa in campo, per dirla alla Berlusconi. Che lo ha voluto all’evidente scopo di aiutare Renzi in gravissima difficoltà a Roma, come si vede di giorno in giorno, con le primarie del Partito Democratico che, con scarso concorso di cittadini, hanno incoronato Roberto Giachetti mentre cresce l’appeal di Fassina e spunta Bray, direttore della Treccani, già ministro per i beni culturali, fedelissimo di Massimo D’Alema.

Ha cominciato con alcune gaffe il candidato di Berlusconi. Dicendo di non essere mai stato di destra, che se non fosse entrato in gioco avrebbe votato Giachetti, per poi uscirsene sui poveri Rom discriminati dai romani. Troppo per Matteo Salvini, troppo per i romani che lo hanno relegato molto indietro nei sondaggi del 27 e 28 febbraio quando, tra coloro che si sono avvicinati ai gazebo di NoiConSalvini, circa quindicimila, solamente 2.203 hanno indicato come candidato sindaco l’ex Direttore della Protezione Civile.

In questo fine settimana Berlusconi ci riprova. Indice una “consultazione popolare per confermare il candidato sindaco del Centrodestra”. L’indicazione è per Guido Bertolaso “la persona giusta per battere le sinistre e governare Roma Capitale”. Quindi non una scelta, come si fa con le primarie, ma la conferma, sì o no per Bertolaso, un sondaggio da raccogliere nelle piazze con i 54 gazebo autorizzati alla Questura di Roma, divenuti presto 100 nella propaganda di ForzaItalia. Alcuni di questi gazebo sono presso uffici privati, studi legali e sedi di associazioni forziste, con quali conseguenze sulla genuinità (diciamo solo così) del voto è facile immaginare.

Dunque il “patto del Nazareno” colpisce ancora. Per dividere a destra ed aiutare Renzi, in affanno a Roma come in altre città, e mettere in difficoltà NoiConSalvini in forte crescita nella Capitale, come dimostra l’affluenza ai gazebo (15mila non sono pochi) che hanno bocciato il candidato di Berlusconi.

È un passaggio delicato, cruciale. Che faranno i “salviniani” di Roma? Lo vedremo in questo fine settimana. Condividere la scelta Bertolaso significherebbe accettare una sconfitta non onorevole perché è assolutamente improbabile che arrivi al ballottaggio. Ma soprattutto sarebbe una emarginazione che ne potrebbe decretare la fine.

Dopo “Mafia Capitale” i romani cercano un riscatto, possibile solo con qualcosa di nuovo e qualcuno che lo impersoni, desiderano una guida politica, un campione nel quale riconoscersi, che lotti per loro, contro i profittatori, gli incapaci o i capaci solamente di spartirsi appalti di lavori e forniture. Hanno visto il nuovo in NoiConSalvini e nel Movimento5Stelle che i sondaggi danno per certo al ballottaggio. Se i salviniani uscissero di scena avrebbero via libera, forse anche al primo turno.

E, poi, c’è un problema nazionale. Il Centrodestra è alla ricerca di un nuovo leader. Al momento si vede solamente Matteo Salvini. Berlusconi lo sa e cerca di metterlo in difficoltà per frenare l’esodo da ForzaItalia verso il segretario della Lega Nord che sempre più appare come una guida di statura nazionale. E Roma, in questa strategia, è fondamentale.


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