Salvatore Sfrecola

Una mail certificata può contenere una bufala? Il mancato allarme di Rigopiano e il degrado del sistema

Una mail certificata può contenere una bufala? Il mancato allarme di Rigopiano e il degrado del sistema

Una mail certificata può contenere una bufala? Il mancato allarme di Rigopiano (nella foto) e il degrado del sistema

Come si fa a considerare una bufala il contenuto di una mail certificata che vale una raccomandata? si chiede Salvatore Sfrecola, analizzando, in questo articolo pubblicato anche sul suo blog Un Sogno Italiano, il caso dell’ allarme inascoltato dell’ Hotel Rigopiano. Sarà il giudice penale a accertare le responsabilità. Intanto, però, si impone una riflessione, sul degrado di tutto il sistema statale.

È facile immaginare, mentre si contano le vittime e si teme per i dispersi, il turbamento del funzionario della Prefettura di Pescara che ha liquidato con “è una bufala” la “comunicazione urgente” via mail con la quale l’amministratore unico dell’Hotel Rigopiano chiedeva fosse predisposto un intervento a fronte di una situazione “diventata preoccupante”. Per gli oltre due metri di neve, la scarsità di gasolio per l’alimentazione del gruppo elettrogeno, i telefonini fuori servizio. Sicché, scriveva, “i clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche ed hanno deciso di restare all’aperto”. Aggiungendo: “Abbiamo cercato di tranquillizzarli ma, non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina. Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d’accesso, dal cancello fino alla SS42”.

Una bufala? Di quelle che intasano a giorni alterni Facebook o Twitter? Come sempre con un taglio verosimile, quello che può convincere il lettore medio della esattezza dell’informazione. Ma qui non siamo su un social network, l’interlocutore è un ufficio importante dello Stato, una Prefettura, alla quale la notizia rimbalza anche tramite posta certificata (siamo alle 15,44) dalla Polizia Provinciale destinataria della mail dell’Hotel che l’aveva ricevuta in mattinata.

Sono passate alcune ore, forse per un controllo. Comunque la Polizia Provinciale ha voluto assicurare di essere allertata (la posta certificata fa luogo di una raccomandata con certezza di ricezione). Nel frattempo la mail era stata classificata “bufala” e archiviata. È tornata sulla decisione il funzionario della Prefettura? Naturalmente qui non si fa un processo. Lo scopo di queste riflessioni è quello di individuare delle linee guida di un comportamento ragionevolmente prudente in caso di segnalazioni verosimili, provenienti da soggetti responsabili e bene individuabili. La mail non è un anonimo ma un mezzo che attesta la provenienza dello scritto con assunzione di responsabilità anche penale per l’eventuale procurato allarme.

Credo che in questi casi si richieda un minimo di prudente apprezzamento della notizia, considerata la provenienza e la verosimiglianza del fatto. Si conosceva la copiosa nevicata, la posizione dell’albergo oggetto di un processo diretto ad accertare eventuali abusi edilizi e violazione di norme sulla sicurezza che deve essere stato noto in Prefettura e che, anche se conclusosi con un’archiviazione (e qui, qualcuno potrebbe avere un peso sulla coscienza), aveva certamente fatto notizia. Un tempo gli uffici pubblici, le Prefetture, le Questure ed i comandi dei Carabinieri tenevano memoria dei fatti di rilevanza legale sul territorio. Le informazioni sono essenziali per valutare nel tempo i comportamenti degli uomini ed i loro effetti sulla sicurezza della gente.

Poi mi chiedo. Il funzionario che ha ritenuto fosse una “bufala” la mail ha fatto un controllo? Ha chiesto a qualcuno? A quella Polizia Provinciale in indirizzo, al Sindaco del Comune di Farindola, alla locale Stazione dei Carabinieri, all’ANAS ed a qualche altra autorità pubblica che avrebbe potuto fugare ogni dubbio? Magari confermando il dubbio.

Non si sa nulla di questo. Lo vedrà la Magistratura che forse dovrà riprendere, per capire, le carte del processo su quell’albergo costruito in fondo ad un canalone con una montagna che incombe minacciosa, anche solo a pensare allo scioglimento delle nevi.

È un fatto di professionalità. Non se ne abbia nessuno. Da cultore dell’amministrazione e del suo ruolo essenziale in qualunque Stato devo dire che nella mia ormai lunga esperienza ho notato un progressivo affievolirsi delle professionalità messe in campo. In tutti i settori, civili e militari. Effetto del degrado degli studi, della inadeguatezza delle selezioni, del venir meno delle responsabilità. Ovunque, ripeto. Un tempo il funzionario “di turno” della Prefettura avrebbe chiesto informazioni, se non altro per mettersi al riparo da eventuali responsabilità. Così non va ed uno stato perde il diritto ad essere citato con la “S” maiuscola.

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