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Scommesse di Renzi, ha puntato miliardi sull’1% ma con una Italia così rischia tutto

Scommesse Matteo Renzi ne ha fatto due e, anche se non risulta essere un gran giocatore d’ azzardo, sono scommesse da miliardi, che coinvolgono il nostro futuro. Per vincerle, Renzi, scrive Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, deve

1 raggiungere almeno l’1 per cento di crescita e

2 ammorbidire Bruxelles.

Approvata la manovra finanziaria 2017: buone notizie per gli italiani, dice il premier. Buona fortuna, aggiungo io. Più che una manovra questa è infatti una doppia scommessa: con la sorte e con la Commissione di Bruxelles.

Nella manovra ci sono soldi per tutti (dalla quattordicesima per le pensioni basse, ai soldi per le aziende, alla sanità), ma non abbiamo tutti questi denari. E quindi si incontra la prima scommessa: il governo punta per il 2017 su una crescita del Pil dell’1 per cento. Va detto, per chiarezza, che oggi, a parte lo stesso governo, quasi nessuno crede a un risultato così positivo.

Ma il premier, testardamente, insiste su questo punto. Anche per il 2016 si era fatta la stessa previsione (anzi, più alta), poi mancata. Renzi sostiene che, grazie proprio alle misure di rilancio della competitività contenute nella manovra, questa volta l’1 per cento non dovrebbe sfuggirci.

Raggiungere questo obiettivo è molto importante: più il Pil cresce, più ci sono risorse da utilizzare. Inoltre, su un Pil più alto, il peso del nostro debito accumulato scende.

Ma, ripeto, quasi niente oggi ci autorizza a pensare che l’1 per cento di crescita del 2017 sia realistico. Per arrivarci, ci sarà da lavorare parecchio.

La seconda scommessa è quella con la Commissione di Bruxelles. Il governo si è impegnato a tenere il disavanzo 2017 (la perdita di bilancio, diciamo) nell’ordine del 2 per cento. Ma si sa che, in caso di necessità (mancanza di soldi), vorrebbe potersi spingere fino al 2,4 per cento. Queste piccole cifre dicono poco a chi non è del mestiere, ma significano 6-7 miliardi di euro in più da spendere: una valvola di sicurezza importante.

Ritengo che questa seconda scommessa sarà vinta. L’Italia è un grande Paese e da qualche anno è fra i più disciplinati. Gli altri hanno sempre sforato e alla grande. Nessuno ha interesse in questo momento in Europa a bloccare Renzi e l’ Italia. Anzi, tutti si augurano che vada avanti. Quindi borbotteranno un po’, diranno che non va bene, poi diranno che si farà una verifica a marzo, e lasceranno correre. Sono pronto a scommettere a mia volta, su questo punto.

Decisiva quindi rimane la prima scommessa: quella della crescita.

Arrivare all’1 per cento (che è comunque poco) non è impossibile. Servirebbe solo un paese più compatto e più motivato. Purtroppo, siamo esattamente il contrario del paese che ci vorrebbe: mai stati così divisi e litigiosi.