Sergio Carli

Un miracolo della Madonna della Guardia ha protetto Sergio Carli caduto da un muro altro 3 metri? Lei domina in modo bipartisan la mente dei genovesi come i comunisti Berlusconi

Ho la netta sensazione di essere stato beneficiario di un miracolo. Uno potrebbe anche pensare che si è trattato di un mero caso di fortuna o anche del pronto riflesso di un ex marinaio d’assalto e forse è proprio andata così.

Ma le circostanze sono state tali da obbligarmi a raccontare i fatti, lasciandone poi la valutazione all’incauto che vorrà avventurarsi nella lettura.

Anche se la mia famiglia è originaria di Oneglia (che Mussolini unì a Porto Maurizio per farne Imperia), come Andrea Doria e Claudio Scajola, abbiamo lasciato, quand’ero appena adolescente la provincia, per muovere i primi passi verso una migliore fortuna a Genova e poi a Roma, come il Doria (solo questo, ahimé, ci accomuna).

La Madonna della Guardia e il beato Benedetto Pareto

Sono cresciuto all’ombra della croce di San Giorgio, del Grifone rossoblu, del mito dei portuali, di Guido Coppini e Piero Ottone in campo giornalistico e, in campo religioso, del cardinal Siri, del Bambino di Praga e della Madonna della Guardia. I miti fanno parte della nostra identità, a prescindere se per noi siano positivi o negativi. Per capirci: il mito comunista supera quello del diavolo tra i valori negativi di Silvio Berlusconi, ma domina la sua mente al punto da diventare il suo modello in tutto tranne che per il valore assoluto della proprietà privata.

Anche se al Bambino di Praga è stato dedicato un imponente santuario sulle alture di Arenzano, la sua origine ispanico– praghese lo rende più internazionale: frequentano il santuario importanti giornalisti milanesi, comitive di fedeli francesi, gruppi di filippini che ritrovano sulle sponde del Mar Ligure aria di casa: a Cebu, nelle Filippine, sorge proprio sulla spiaggia una bellissime chiesa dedicata proprio a lui, al Nino.

La Madonna della Guardia è invece una icona tutta genovese, anzi è onorata solo nel territorio della fu Repubblica marinara, che include anche parte del basso Piemonte, con chiese a lei dedicate a Gavi e Tortona. Il culto è esteso anche in Argentina, per tutti i genovesi che vi sono emigrati, e anche a Roma, nella chiesa di San Giovanni dei genovesi, dominata da una grande statua dell’apparizione.

Quello della Madonna della Guardia è un culto popolare, radicato: una squadra di calcio locale che vince un campionato si affretta a ringraziare andando “a piedi alla Guardia”, decine, centinaia di marinai, nei secoli passati,tenevano come ultima implorazione il pensiero a questa Madonna, quando la loro nave naufragava. Nel santuario c’è una stanza piena di ex voto, i più recenti caschi da motociclista ammaccati, i più antichi autentici capolavori naif zeppi di navi mezze affondate, scialuppe,velieri e sottomarini.

Probabilmente fu la sua forza popolare a imporlo alla Chiesa ufficiale, che per secoli aveva preferito il santuario di Nostra signora della Vittoria, a Mignanego, non senza ragione: celebrava la vittoria conseguita il 10 maggio 1625 da pochi soldati della Repubblica, affiancati da volontari della Valpolcevera, guidati dal parroco di Montanesi, su un esercito franco-savoiardo comandato dal duca Carlo Emanuele I di Savoia e forte oltre 8.000 uomini, una specie di Termopili genovesi.

Ma per la gente comune i valori sono diversi e la devozione per la Madonna della Guardia crebbe al punto da conquistare anche un futuro Papa, Giacomo della Chiesa, poi Benedetto XV, che fece costruire l’attuale mega santuario e anche una nicchia con statua nei giardini vaticani.

Cosa c’entra tutto questo col mio miracolo? Ancora poche righe di pazienza.

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