Sergio Carli

Terremoto Amatrice 24 agosto: no cerimonie ma nuova legge anti burocrati (e anti ladri)

Terremoto Amatrice 24 agosto: no cerimonie ma nuova legge anti burocrati (e anti ladri)

Terremoto Amatrice 24 agosto: no cerimonie ma nuova legge anti burocrati (e anti ladri)

da Cronaca OggiNotizie da Italia e mondo scelte da Marco Benedetto

Terremoto a Amatrice, Norcia e in Centro Italia, un anno dopo. Proposta (vedi sotto) per Mattarella e Gentiloni. Chiudeteli tutti in conclave, fate scrivere una legge che tenga a bada ladri e burocrati, aprite Camera e Senato in agosto. presentatevi all’ anniversario con la nuova legge.

È solo un sogno, un sogno di una notte di mezza estate. Irrealizzabile.

La realtà, purtroppo, è un’altra. Macerie, burocrazia, ladronerie dominano la scena, registi tutti quegli incapaci che ci succhiano il sangue e i risparmi e che sono insediati indegnamente alla guida dell’ Italia.

Lo spunto a questa nuova botta di travaso di bile, per la serie “e io devo pagare le tasse per questi qua?”, viene da un video messo in rete dal  blog di Beppe Grillo. Autore Francesco Patacchiola. Su Youtube c’è l’imbarazzo della scelta.

Un minimo di ricerca e il quadro che emerge è tragico. Sembra Caporetto. E come a Caporetto, cent’anni dopo ancora si discute di chi sia stata la colpa.

“La ricostruzione nel caos: in strada il 92 per cento delle macerie”, ha titolato Repubblica una inchiesta di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci. Il Governo aveva promesso che i terremotati

“presto” sarebbero tornati a una vita, tutto sommato, accettabile. Che “presto” sarebbe finita. Dieci mesi dopo, invece, non è nemmeno cominciata: le macerie sono a terra, di casette ne sono arrivate pochissime, la ricostruzione è un miraggio”.

Siamo passati, anzi “precipitati”, “dal “modello Bertolaso” che, in nome della rapidità, calpestava regole e aggirava i controlli: la somma urgenza invocata per qualsiasi cosa, i Grandi Eventi, le deroghe, le ordinanze di Protezione civile firmate direttamente dal Presidente del consiglio”, in cui facilmente “si sono inseriti speculatori e corruttori all’Aquila, al G8 della Maddalena, ai mondiali di nuoto del 2009”. Ora, in una sorta di contrappasso,  al “modello Burocrazia”: il cavillo, la carta bollata, l’indecisione spaventata di chi negli enti pubblici pretende dieci autorizzazioni anche solo per puntellare un muro”.

Il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, sintetizza:

“In sette mesi dovevano arrivare le casette di legno “, mormora. “Mica me lo sto inventando, c’è scritto sul sito della Protezione Civile. Sapete quante ne abbiamo viste a Visso? Zero”.

Il dito accusatore punta su Vasco Errani, post comunista e già presidente della Regione Emilia-Romagna, nominato commissario alla ricostruzione da Matteo Renzi in una mossa che sapeva più di politica di partito Pd che non di scelta di competenza. Un conto è essere a capo di una Regione che per decenni è stata lo showroom della pretesa superiorità comunista ad amministrare, un conto affontare una catastrofe che ha toccato 208.000 abitazioni, il triplo che all’ Aquila, cinque volte che in Emilia.

Di fronte alla macchina della burocrazia. che peraltro sta uccidendo anche il resto d’ Italia, cosa può fare il povero Errani se non disperarsi e piangere, salvo poi fare smentire. che

“non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda di avere il fabbisogno definitivo di tutte le casette. Non esiste. Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo. Non esiste. Non esiste”.

Intanto monta un altro scandalo. Lo rivela Annalisa Dall’Oca sul Fatto edizione on line. In Emilia, la Regione che era amministrata proprio da Errani. Dopo il terremoto in Emilia, Errani è stato anche commissario alla ricostruzione. È stato lui a firmare 400 ordinanze di contributi, da cui sono emerse le 40 individuate in altrettanti esposti alla Magistratura, inviati da un gruppo di 8 personaggi pubblici riuniti nel Cvr, Comitato verifica ricostruzione. Sono gente pratica, guidata dall’ex sindaco di Bondeno, Daniele Biancardi: consiglieri comunali della Bassa, tecnici e operatori che negli anni si sono occupati di tematiche sociali. Il dubbio è che in alcuni casi,

“i fondi per la ricostruzione post sisma siano stati utilizzati in modo illecito per ristrutturare ruderi di campagna abbandonati”.

È l’eterno dramma dell’ Italia. Un popolo di brava gente, capace di rimboccarsi le maniche e uscire da soli dalle peggiori crisi (specie al Nord, dove sono più consapevoli che chi fa da se fa per tre), una accozzaglia di capi e capetti, re e duci incompetenti, pasticcioni, incapaci più spesso che ladri, tanto incapaci che lasciano che a rubare siano i ladri che li circondano.

Il 24 agosto sarà l’anniversario di Amatrice. Se Mattarella, Gentiloni o chi per loro presiederà al rito funebre, invece di parlare e promettere riunisse attorno al tavolo tutti quelli che devono decidere, che conoscono gli inguacchi delle leggi, dicessero, come ai cardinali in Conclave, “di qui non uscite se non abbiamo predisposto un set di norme efficaci, rapide e che tutelano cittadino e Stato”. Poi chiamassero Boldrini e Grasso, bei tronfi nel loro lusso regale che ci costa un bel po’ di tasse, e dicessero: “La Camera lo ha fatto per il femminicidio, stia aperta ad agosto per approvare le nuove norme sul terremoto. Obiettivo: in Gazzetta Ufficiale il 24 agossto”. Sarebbe una cosa nuova, inedita e decente.

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