Sergio Carli

Vendite giornali aprile 2017, tracollo Repubblica, Stampa: è malocchio o…?

Vendite dei giornali aprile 2017

Vendite dei giornali aprile 2017

ROMA – Vendite dei giornali in edicola ad aprile 2017, dati Ads (Accertamento diffusione stampa): la rincorsa verso il basso del mercato dei quotidiani continua.  Nel mese di aprile 2017 l’insieme dei giornali ha perso un bruttissimo 8,6% rispetto all’anno precedente. Sono solo le copie vendute in edicola, qielle su cui concentriamo la nostra dolorosa analisi. Tutti perdono copie, con 3 eccezioni: Italia Oggi (da 26.408 a 32.925), Corriere Adriatico (da 10.738 a 13.221) e il Giorno (da 38.665 a 40.269). Tutti gli altri vanno male, anche il Fatto, che ha perso il suo bravo 4%, dopo un periodo stabile-in crescita. Si vede che hanno cominciato a stufare anche loro, nella loro nicchia definita da 34.239 copie vendute in aprile, qualcosa meno della Unione Sarda, qualcosa di più della Nuova Sardegna.

Questo il quadro, salvo errori e omissioni, caratterizzato, in aprile, ancor più che dalla tragica corsa all’ingiù fra Repubblica e Corriere della Sera (che da qualche mese ha scalzato Repubblica dalla posizione di primo quotidiano e che in aprile ha perso solo il 3,4 per cento delle copie di un anno fa) dalla ancor più tragica situazione dei giornali del nuovo gruppo editoriale nato dalla fusione fra Gruppo Espresso e editoria Fiat.

Sembra la maledizione di Tutankhamo. I tre principali quotidiani del nuovo kombinat hanno registrato rispettivamente:

Repubblica – 16,6%
Stampa  – 10,9%
Secolo XIX   – 8,4%.
I primi due hanno performato peggio del mercato, che è sceso, ricordiamo, di un 8,6%. Finora tengono i giornali locali ex Espresso, nel senso che perdono un po’ meno
Qualcosa non funziona. Non può essere solo la malasorte, anche se qualche sospetto si puà avere. Forse un’0occhiata andrebbe data anche a quello che va su quei giornali.  Non è bello criticare i direttori ma il caso del Secolo XIX di Genova colpisce. Dopo una lunga caduta, le vendite in edicola si erano assesstate con un nuovo direttore non proprio indigeno (o nativo come si dice oggi) ma bravo. Lo hanno sostituito, si dice per insubordinazione. Il risultato si vede: da 45.694 copie di aprile 2015 a 45.351 copie di aprile 2016 a 41.541 di aprile 2017. Il nuovo direttore è entrato il 1 giugno 2016.
Per la cronaca, sempre salvo errori e omissioni, ricordiamo gli ultimi della classe: Libero, che ha perso il 26,6% delle copue vendute e il Sole 24 Ore, che ha perso il 21 per cento rispetto a un anno fa ma ha recuperato, col nuovo direttore Guido Gentili qualche centinaio di copie rispetto a marzo. Attenzione, Gentili è a interim, cioè provvisorio: se farà bene, lo cambieranno.
Quotidiani
nazionali
Vendite
aprile
2017
Vendite
marzo
2017
Vendite
aprile
2016
Il Corriere della Sera 201.135 200.013 208.316
La Repubblica 177.084 181.184 212.448
La Stampa 119.569 116.830 134.126
Il Giornale 56.878 57.759 68.693
Il Sole 24 Ore 55.788 55.541 70.855
Il Fatto Quotidiano 34.239 35.174 35.704
Italia Oggi 32.925 30.387 26.408
Libero  22.964 23.099 31.265
Avvenire 20.795 20.009 20.859
Il Manifesto 8.354 8.002 8.509

Hanno dimezzato le copie, rispetto al 2007, anche i giornali locali. Che comunque hanno retto l’urto della crisi e dell’avvento delle news online meglio dei giornali a diffusione nazionale. Nella tabella che segue li ordiniamo per numero di copie vendute.

Quotidiani
locali
Vendite
aprile
2017
Vendite
marzo
2017
Vendite
aprile
2016
Il Resto del Carlino 93.390 91.912 96.593
Il Messaggero 88.039 89.153 96.141
La Nazione 67.739 67.263 73.841
Il Gazzettino 46.204 46.357 49.331
Il Secolo XIX 41.541 41.250 45.351
Il Giorno 40.269 39.067 38.665
Il Tirreno 38.502 38.577 42.379
Messaggero Veneto 37.054 36.806 39.000
Unione Sarda 36.303 36.295 40.811
Il Mattino 30.830 31.043 34.326
Nuova Sardegna 32.783 32.762 35.490
L’Arena di Verona 24.130 23.196 25.028
L’Eco di Bergamo 22.959 22.553 24.525
Il Giornale di Vicenza 21.786 21.258 23.436
La Gazzetta del Sud 20.556 20.750 23.600
Il Piccolo 20.694 20.670 22.256
Il Giornale di Brescia 19.326 18.841 20.881
Gazzetta del Mezzogiorno 18.790 18.968 20.533
La Provincia (Co-Lc-So) 18.938 18.839 20.794
La Gazzetta di Parma 17.860 17.549 19.419
Libertà 18.392 18.288 19.228
Il Mattino di Padova 17.644 17.735 18.998
Il Giornale di Sicilia 14.164 14.400 17.985
La Gazzetta di Mantova 17.054 16.966 17.921
La Sicilia 15.524 15.881 17.309
Il Tempo 14.466 14.387 —–
Corriere Adriatico 13.221 13.280 10.738
La Provincia di Cremona 12.951 12.874 14.167
L’Adige 12.443 12.436 12.468
Il Centro 12.023 12.155 13.440
La Provincia Pavese 11.693 11.890 13.103
Alto Adige-Trentino 10.701  10.991  12.714
 La Tribuna di Treviso 10.380 10.200 11.062
 Nuovo Quotidiano di Puglia 9.781 9.790 10.725
 Corriere dell’Umbria 9.668 9.457 10.775
 La Nuova Venezia 7.593 7.625 12.025

Dalla tabella abbiamo tenuto fuori la Gazzetta di Reggio (8.654 copie vendute a marzo 2017), La Gazzetta di Modena Nuova (7.620), La Nuova Ferrara (6.516), il Dolomiten (6.704), il Corriere delle Alpi (4.574).

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi
Vendite
aprile
2017
Vendite
marzo
2017
Vendite
aprile
2016
Gazzetta dello Sport Lunedì 144.433
158.067 157.211
Gazzetta dello Sport 162.094 140.910 175.211
Corriere dello Sport Lunedì 81.034 97.339 87.352
Corriere dello Sport 97.961
82.745 105.732
Tuttosport Lunedì 56.221 56.066 58.646
Tuttosport 63.418 51.262 72.353

 

Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità.

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