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Auto inquinanti, Europa che fa? Raddoppia limiti emissioni…

La foto di di Sergio Cofferati

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BRUXELLES – Contro i gas inquinanti delle auto l’Unione Europea aveva già misure meno severe di quelle in vigore negli Stati Uniti, dove a settembre 2015 è scoppiato Dieselgate, lo scandalo Volkswagen, con la casa tedesca accusata di aver installato dispositivi trucca-emissioni su 11 milioni di macchine con motore diesel.

Dopo questo scandalo i governi dell’Europa hanno deciso di ammorbidire ancora di più i limiti sulle emissioni delle auto. Sergio Cofferati, europarlamentare del gruppo Socialisti & Democratici, denuncia questo passo indietro sul suo sito www.sergiocofferati.eu. Riprendiamo il suo intervento:

PER COLPA DELLA DESTRA E DEI GOVERNI MISURE MENO EFFICACI CONTRO LE EMISSIONI INQUINANTI DELLE AUTO
Nel Settembre 2015 è iniziato, a seguito delle inchieste della Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense, il cosiddetto scandalo Volkswagen, che ha messo in luce come la casa automobilistica tedesca avesse installato dispositivi per falsare i test di controllo sulle emissioni di almeno 11 milioni di vetture diesel.

Appena un mese dopo, il 28 Ottobre 2015, i governi europei hanno deciso, nel Comitato Tecnico Veicoli a Motore, di indebolire pesantemente le norme approvate nel 2007 per garantire che i test sulle emissioni inquinanti delle auto fossero rese progressivamente coerenti con le emissioni reali dei veicoli su strada. In particolare l’accordo degli Stati membri consente emissioni inquinanti per le auto doppie in una prima fase rispetto ai limiti fissati nel 2007 e, a partire dal 2021, di più del 50% rispetto a tali limiti.

E’ evidente l’assurdità di tale decisione, non solo considerando il recente scandalo Volkswagen, ma tenendo anche presenti gli impegni assunti dai paesi europei nella Conferenza di Parigi e i livelli altissimi di inquinamento raggiunti in moltissime città europee.

Il Parlamento Europeo aveva la possibilità di opporsi e di bloccare tale decisione. Una votazione ha avuto luogo in questo senso a Strasburgo la settimana scorsa, dopo una discussione precedente nella Commissione Ambiente. I partiti progressisti hanno votato per opporsi alla decisione degli Stati membri e per richiedere che vi fosse una data certa perché le emissioni su strada coincidessero con quelle misurate nei test. I parlamentari europei del centrodestra, a partire dal PPE, hanno invece scelto di proteggere gli interessi di breve periodo dei grandi gruppi automobilistici e di sostenere l’accordo tra i governi. In questo modo sono mancati i voti necessari per opporsi alla decisione degli Stati membri, che è stata cosi confermata.

Con queste scelte dei governi e degli europarlamentari di centrodestra otteniamo il pessimo risultato di diminuire la nostra ambizione nel ridurre le emissioni nocive delle auto e di posticipare sine die il momento in cui le emissioni su strada delle vetture coincideranno con quelle misurate nei test. Una decisione in assoluto contrasto con gli obiettivi stabiliti a Parigi e con la necessità di limitare l’inquinamento atmosferico che causa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia europea dell’ambiente, centinaia di migliaia di decessi all’anno in Europa. Una decisione inaccettabile.