Silvia Cirocchi

Berlusconi Di Maio Grillo, si torna ai tempi di Prodi Rutelli

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Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Forza Italia cresce, l’ultimo rilevamento di YouTrend vede guadagnare il partito di Silvio Berlusconi un punto e mezzo in un mese: è quasi al 15% della Lega. “Di fronte al fallimento della sinistra – dichiara il leader azzurro – e dei suoi governi, Fi costituisce, a Palermo come a Roma, l’unica alternativa seria e credibile al voto di protesta, al pauperismo, al ribellismo e al giustizialismo. Non è possibile affidare il futuro del Paese a un gruppo dirigente, come quello dei Cinquestelle, che non ha alcuna esperienza nè in politica, nè nella vita professionale; a politici improvvisati che non hanno un programma serio, ma solo idee molto pericolose per il futuro dell’economia italiana. Con la squadra dei coordinatori di Forza Italia abbiamo analizzato la vittoria in Sicilia e parlato di problemi e risorse delle nostre regioni. Le elezioni si avvicinano, gli italiani aspettano di poter scegliere di essere governati da chi propone programmi seri e credibili”.

Berlusconi entusiasta rilancia i suoi e identifica il suo rivale nella figura di Beppe Grillo. Luigi Di Maio prima sfida Renzi ad un confronto a due poi si ritira additandolo come fuori corsa. Non sarebbe più Matteo Renzi il leader contro cui il Movimento Cinque Stelle si dovrebbe confrontare, bensì Silvio Berlusconi.

Quindi lancia il guanto di sfida al leader di Forza Italia, che a sua volta rifiuta rilanciando che il vero leader è Beppe Grillo. Insomma dopo aver sostanzialmente dato del fantoccio a Di Maio parte l’offensiva contro Beppe Grillo.

Berlusconi però non è nuovo a queste polemiche su leader veri e presunti. Pochi si ricorderanno che nel
2001 contro di lui fu candidato premier Francesco Rutelli, ma Berlusconi non lo riconobbe mai come tale, decidendo di non confrontarmi mai pubblicamente in tv contro di lui. Il vero leader del centro sinistra, secondo l’allora candidato premier del centro destra, era Romano Prodi.

Berlusconi era così convinto di questo che in tutti i dibattiti decise di mandare esponenti di Forza Italia a
confrontarsi con Rutelli per cercare di sminuirne il ruolo. Considerato come andarono quelle elezioni è molto probabile che il presidente di FI anche in questa campagna elettorale adotterà la stessa strategia classificando Di Maio come un burattino nelle mani di Grillo. Che probabilmente non si discosta molto dalla realtà.

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