Silvia Cirocchi

Grillo caduto nella trappola preparata per Berlusconi

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Grillo caduto nella trappola preparata per Berlusconi

Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia della mancata approvazione dell’emendamento a firma grillina denominato “norma anti-Berlusconi” che prevede l’impossibilità di essere indicato come capo di una forza politica per chi è ineleggibile o incandidabile. Una sconfitta per i pentastellati che pensavano di poter eliminare dai giochi Silvio Berlusconi come leader di Forza Italia, ma così non è stato perché il relatore della legge elettorale Emanule Fiano del Partito Democratico, ha espresso il parere contrario dell’emendamento, di fatto affossandolo.

Quello che però lascia un po’ perplessi è l’accanimento del Movimento Cinque Stelle su questo emendamento.

Viene da pensare alla recente incoronazione a leader M5S di Luigi Di Maio da parte di Beppe Grillo quando annuncia dal palco che il vice presedente della Camera sarà il candidato alla presidenza del Consiglio del Movimento con poco più di 37mila votanti.

«La responsabilità che mi avete affidato è grande ma tutti insieme ce la possiamo fare perché noi siamo il Movimento 5 Stelle e non dobbiamo mai dimenticarlo. Porterò avanti il mio ruolo con disciplina e onore. Ora l’Italia deve scegliere se continuare a sopravvivere o iniziare a vivere, e se vuole farlo deve scegliere un governo a 5 Stelle. Noi siamo stati l’argine all’astensione, non siamo né di destra né di sinistra. Il nostro sarà il governo della riscossa degli italiani, formeremo una squadra di cui essere orgogliosi. Per noi non esistono figure tecniche o politiche, esistono figure capaci. Formeremo la squadra di governo prima delle elezioni politiche, gli italiani non voteranno a scatola chiusa e non si ritroveranno leggi che non sono in nessun programma elettorale». Le parole di Di Maio sono state pronunciate davanti ad un Beppe Grillo in versione “padre putativo” del Movimento che sembrava quasi emozionato per il discepolo incoronato.

Ma il dubbio che si insinua dopo i recenti avvenimenti parlamentari è legittimo. E se Beppe Grillo avesse deciso di lasciare il posto a Di Maio per non essere vittima del suo stesso emendamento antiberlusconi? Perché diciamocelo la figura che avrebbe fatto il comico genovese non sarebbe stata delle migliori, vittima della sua stessa gogna. Certo che se così fosse ne esce doppiamente sconfitto, la trappola sottobanco e miseramente fallita e lui si ritrova senza il bastone del comando. Come direbbe il buon Giggino partenopeo…cornuto e mazziato!

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