Silvia Cirocchi

Weinstein, Asia Argento e Laura Boldrini: appello fuori luogo. E se invece…

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Weinstein, Asia Argento e Laura Boldrini: appello fuori luogo. E se invece…

Leggo e rileggo le dichiarazioni di Asia Argento e l’unica parte delle sue affermazioni che mi salta all’occhio, quella che mi è rimasta più impressa è quella in cui dice che non è riuscita a rifiutare le violenze di Hervey Weinstein (come se qualcuno l’avesse segregata in casa e buttato la chiave) perché temeva che la sua carriera potesse essere rovinata.

Di cosa stiamo parlando? Di chi per un momento di maggiore consenso e popolarità è disposta a cavalcare l’onda del femminismo? E questo ovviamente non vale solo per Asia Argento, ma anche per tutte le attrici di Hollywood che osannavano Weinstein fino al giorno prima e si ritrovano improvvisamente puritane, tutte sante. Come se il segreto di Pulcinella dovesse rimanere nascosto.

Insomma tutti ad attaccare il drago, peccato io non veda le vergini.

Ed ovviamente, poteva mancare in un questo perfetto quadretto femminista-buonista l’intervento del Presidente della Camera Laura Boldrini? Eh no! Scherziamo? Asia Argento ci comunica che in Italia le donne non sanno lottare (e qua mia madre potrebbe raccontarle cosa vuol dire fare gavetta e sacrifici per la propria famiglia, a differenza di chi non ha avuto bisogno di lottare mai nella vita come lei) e che quindi lei se va. Immaginatevi questa scena strappalacrime scritta sui giornali in cui la terza carica dello stato dice all’attrice (?) di non andarsene perché tutte le donne in Italia sono con lei.

Ma tutte chi?

Perché non cerchiamo invece di risolvere due problemi in una volta sola e chiediamo alla Boldrini di raggiungere Asia Argento all’estero? E’ davvero incredibile la capacità del Presidente della Camera di accaparrarsi le cause perse.

L’inadeguatezza della sua persona rispetto al ruolo che ricopre è ancora confermata.

In questi giorni si sono spesi fiumi di parole sulla questione violenze. Molti hanno parlato a sproposito, altri sicuramente senza averne alcun titolo. Ma credo che tra la moltitudine di dichiarazioni ce ne sia una in particolare che spicca su tutte. E mi pare strano, ma è così, che Marina Ripa di Meana abbia detto la cosa più vera:

“In realtà eravamo quasi tutte pronte a darla anche al gatto, come si dice a Roma, pur di raggiungere lo scopo. E senza fare confusioni tra lupi e agnelli, tra vittime e carnefici, trovo tuttavia ipocrita questa slavina di perbenismo che l’America puritana sta riversando addosso a Weinstein”.

Per una volta, proviamo a mettere da parte l’ipocrisia. Le vere donne questo fanno.

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