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Spending review vuol dire tagliare lo Stato a metà: metà dei vostri stipendi, pensioni, appalti

Spending review vuol dire tagliare lo Stato a metà e questo vuol dire tagliare metà dei vostri stipendi, delle vostre pensioni, dei vostri appalti, avverte Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

Ormai è un destino: anche questa volta non ci sarà una spending review di dimensioni interessanti. Anzi, le spese dello Stato aumentano, un po’ per via di meccanismi automatici e un po’ perché ci sono tanti “regali” in progetto a una categoria o all’altra.

Ci si può chiedere perché non si riesce mai a fare un taglio robusto alla spesa pubblica.

Le risposte, purtroppo, non sono difficili.

1- C’è la legittima preoccupazione, in un momento di economia non brillante, di non ridurre seccamente la spesa pubblica perché questo avrebbe un effetto anti-congiunturale.

2- Tagliare la spesa pubblica è complicato, e assai poco popolare, visto che in gran parte si tratta di pensioni (sempre troppo basse), sanità e stipendi. A suo tempo il premier spagnolo (su indicazioni della troika) tagliò tutti gli stipendi pubblici del 10 per cento. Qui, invece, sono anni che non vengono adeguati, e quindi ci sarà un aumento.

3- La terza ragione è la più importante. Lo Stato italiano, così com’è, è un affare costoso. Si può limare, intervenire, risparmiare. Ma se non si toccano stipendi, sanità e pensioni accade ben poco. E questo poco, comunque, non accade mai alla vigilia di elezioni. E oggi abbiamo addirittura un referendum decisivo alle porte, da cui dipende la sopravvivenza del governo.

Allora siamo destinati a sprofondare insieme col nostro Stato? E’ un’ipotesi che non si può scartare. Per evitarlo c’è solo una cosa da fare: uscire da questo Stato e costruirne uno più leggero. Ma come? Ridefinendo il perimetro delle cose di cui la mano pubblica deve occuparsi, lasciando il resto al mercato (con regole e controlli). Qualcuno, e è quasi uno slogan, ha detto che se l’Italia vuole salvarsi nel giro di 10-15 anni deve semplicemente dimezzare lo Stato.

D’altra parte, saranno ormai dieci anni che inseguendo la spending review siamo grosso modo ai livelli di prima e, comunque, a livelli di spesa troppo alti. E’ un po’ come se uno volesse spendere meno in benzina, ma continua a girare in Ferrari. Può accelerare con cura, stare molto attento, ma alla fine i consumi saranno comunque alti. Se vuole davvero risparmiare, scenda dalla Ferrari e salga su una 500.

Ecco lo Stato italiano è la nostra Ferrari. E sono decenni che non possiamo più permettercela. E’ ora di scendere davvero.

Altrimenti possiamo continuare a prenderci in giro con il miraggio di una spending review che non arriva mai.