Stefano Corradino

Roberto Benigni senatore a vita

Roberto Benigni durante lo show "La più bella del mondo"

Roberto Benigni durante lo show “La più bella del mondo” (LaPresse)

ROMA – Come da copione all’indomani dello spettacolo di Roberto Benigni si sono levate le critiche del partito del conflitto di interessi indirizzate al comico toscano e alla Rai.

“Performance patetica e banale”

l’ha definita la senatrice del Pdl Elisabetta Casellati secondo la quale “la scandalosa campagna elettorale di Benigni contro il presidente Berlusconi sulla prima rete Rai è indegna del servizio pubblico”.

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“Uso improprio del servizio pubblico e aggressione mediatica nei confronti di Silvio Berlusconi e del centrodestra”

l’hanno definita Maurizio Gasparri e Paolo Romani. Ma il premio per la dichiarazione più esilarante, come spesso accade, spetta di diritto al senatore del Pdl Carlo Giovanardi secondo il quale

“è eccessivo che Benigni abbia collocato la Costituzione nel presepe al posto di Gesù Bambino…”

Peccato per lui che perfino il ‘Sir’ (Servizio informazione religiosa), l’agenzia stampa della Cei, in un corsivo abbia definito

“bello ed emozionante il monologo di Benigni che ancora una volta, sa rilanciare con efficacia agli italiani proprio il tema dell”unità, l’importanza del sentirsi un popolo solo e di condividere valori che possano aprire scenari di futuro, in un momento in cui il peso del presente sembra chiudere ogni prospettiva”.

Probabilmente l’istituto dei senatori a vita andrebbe messo in discussione ma finché persiste magari potrebbe onorare chi come Benigni con rigore e passione civile fa vivere lettera e spirito della Costituzione, della Resistenza e degli ideali di libertà e di giustizia, ridando memoria e orgoglio a milioni di italiani.

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