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Tasse in aumento ai Roma, o default, primo effetto della gestione Raggi-Grillo

Tasse in aumento ai Roma, o defaultdei conti, saranno il primo effetto della gestione Raggi-Grillo a Roma. La previsione è di Giuseppe Turani, che ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business.

 Il divertimento non mancherà. Fatta in qualche modo la giunta, adesso il problema più urgente è quello di evitare il default e di evitare che i romani,  che già pagano le tasse più alte d’Italia, debbano pagare ancora di più. La partita appare però molto difficile. Non ci sono idee strategiche e la giunta avrà una navigazione molto difficile. E’ stata infatti rabberciata all’ultimo minuto, giusto per far contento il comico, ma con materiale quasi di scarto. Una specie di circo.

L’asrato al bilancio (la chiave di tutta la storia) alla fine è andato a una sorta di girovago alla perenne ricerca di una poltrona di qualche rilievo e che fino a pochi giorni faceva il capo della campagna elettorale della sindaca. Un signore sul quale prima o poi arriveranno gli strali del  mondo a cinque stelle, visto che è passato un po’ per tute le formazioni politiche, dal Pd a Alfio Marchini, sempre all’inseguimento di una poltrona, che finalmente ha avuto.

Insomma, non proprio un grillino esemplare, non certo un ante-marcia. Anzi, uno arrivato all’ultima ora nel giro Raggi, dopo aver collezionato sconfitte politiche ovunque. Qualcuno ha scritto che questa scelta è stata la scelta della disperazione e è abbastanza vero. Dopo mesi di ricerche e tentativi, la Raggi si è arresa e ha nominato un suo stretto collaboratore, dal passato politico un po’ travagliato e confuso. Non proprio il suo commercialista, ma quasi.

Ma c’è anche chi sostiene che invece si è trattato di un’astuta mossa difensiva della sindaca. Poiché alle partecipate lo studio Casaleggio le ha imposto un imprenditore veneto (ex leghista, peraltro, anche lui un po’ girovago), allora lei avrebbe nominato un fidato collaboratore al bilancio per riequilibrare la situazione.

Facile immaginare le riunioni di giunta. Taci tu che stavi con Zaia. E tu allora che stavi addirittura con Veltroni. Sì. Ma a me mi mandano Casaleggio e Grillo, quindi state zitti. E la Muraro, quella della monnezza, dov’è? In procura. O dall’avvocato, cazzo ne so.

Dovevano rivoltare il mondo, cominciando con Roma. Invece dovranno stare molto attenti a non essere rivoltati loro stessi. Intanto, la questione Olimpiadi non è affatto chiusa. Malagò è un gentiluomo, ma non è uno che si arrenda tanto facilmente. A Roma è in arrivo tutto il Cio al completo e Malagò non dispera di trovare qualche appiglio per far invalidare la delibera di bocciatura dei giochi. Nel quale caso tornerebbe in vigore la delibera favorevole fatta ai tempi di Marino e si dovrebbe ricominciare tutto dall’inizio. La Regione si è già espressa a favore dei giochi e probabilmente altre città italiane (interessate alle Olimpiadi, vedi Cagliari) faranno la stessa cosa.

Ma poi ci sono i conti, abbandonati a se stessi per mesi e mesi. Con una giunta che ha rapporti non chiari con il mondo della monnezza (e lì sono miliardi che girano) e ancora peggiori con quello dell’Atac, tutti grandi sostenitori della sindaca, a patto di poter continuare a fare i propri comodi.

Insomma, sui due snodi più importanti (Ama a Atac) il circo di Virginia parte avendo già le mani legate.

Da qui la previsione di una corsa verso un rapido default o verso un robusto aumento delle tasse.

La fobia del comico verso i giochi olimpici alla fine costerà cara.

Ma probabilmente non abbiamo ancora visto tutto. Prima o poi si muoveranno i grillini duri e puri, gli ante-marcia, e allora ci sarà da correre. E anche un po’ da ridere.