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Terremoto, anche Di Maio la dice giusta, ma… Turani: “Prendi una pala e va a dare una mano”

Terremoto, il day after. Perfino Luigi Di Maio, del Movimento 5 stelle, vice presidente della Camera e aspirante presidente del Consiglio, ha detto delle cose giuste:

“Vigileremo su come saranno spesi i soldi, non ci sarà un’altra L’Aquila. Lavoreremo sin da subito per evitare che vengano spesi in malo modo i soldi dei contribuenti, dello Stato e della solidarietà”. Questi, riferisce la cronaca della agenzia Agi, sono i giorni però”della solidarietà e del massimo aiuto ai comuni colpiti” e non servono le polemiche, aggiunge Di Maio. La prima tranche di 50 mln di aiuti stanziata in Consiglio dei Ministri va bene, in attesa di capire “qual è il piano di ricostruzione”, ma “l’importante è la trasparenza”. Le polemiche sull’attesa dei soccorsi, “lasciamole ai prossimi giorni, se ce ne sarà bisogno e lo analizzeremo- sottolinea – ora c’è solo massima stima per chi si è precipitato lì, per la protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i volontari”.

Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche da Uomini & Business, dà voce al sentimento di ammirazione verso lo spirito con cui l’ Italia tutta ha reagito al terremoto che ha colpito il Centro Italia.

Se chiudete l’audio del vostro televisore e vi limitate a guardare le immagini proposte riuscirete a avere un’immagine di quello che sta accadendo intorno a questo terremoto molto più realistica e vicina alla sostanza degli avvenimenti. I telecronisti, per abitudine, devono parlare per ore e quindi vi ammorbano con cose assolutamente inutili o semplicemente di colore.

La sostanza è che in Italia non c’è mai stata, forse, una mobilitazione spontanea di tutto così totale. Se la politica sapesse fare anche solo metà di quello che hanno fatto Comuni e Regioni in questi giorni tutti i nostri problemi andrebbero a posto in meno di un mese.

Le notizie, che qualche volta fanno capolino sui giornali e altre no, sono sorprendenti. Nella mattinata del 25, ad esempio, la Croce Rossa di Torino ha finito di costruire una struttura tensio-attiva nel campo sportivo di Amatrice da adibire a mensa e che può ospitare da mille a due mila persone.

In tv si sono viste le persone andare alla mensa, uno spazio grande, lunghi tavoli di servizio dove signorine gentili servivano pasti caldi e appena cucinati a chiunque ne avesse voglia. In tutta la sala-tenda tavoli e sedie per mangiare come cittadini rispettati. Guardando meglio, si potevano leggere sulle tute degli uomini del soccorso le loro varie specialità. C’erano quelli Usar (cani Urban Search and Rescue) cioè i conduttori dei cani da ricerca. C’erano i volontari dell’ordine dei cavalieri di Malta. I Carabinieri, la polizia, quelli del soccorso alpino, e anche due spagnoli arrivati con i loro cani Usar a dare una mano. Presente anche una squadra di giovani israeliani, specializzati nella ricerca di persone sotto le macerie.

La provincia di Bolzano ha mandato giù nelle Marche una squadra con ben 13 cani Usar, che probabilmente hanno incrociato in cielo l’elicottero di Milano, con un carico analogo. E la provincia di Bolzano si è detta pronta a fare altro, su semplice richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, esattamente come il capoluogo lombardo.

La regione Friuli Venezia Giulia, che sa purtroppo che cosa sono i terremoti, già alle prime luci dell’alba di mercoledì ha fatto partire per le zone terremotate un elicottero con due cani Usar e poche ore dopo è partita una colonna mobile di soccorso con 70 volontari e tutti i mezzi meccanici necessari (compresi gli Scam, mezzi polivalenti a quattro ruote motrici). Il Friuli Venezia Giulia si è dichiarato, nella mattinata di mercoledì, pronto a costruire, in modo del tutto autonomo, un campo per 250 persone, che è già stato realizzato e sul quale svetta, con un certo legittimo orgoglio, la bandiera della regione, sfondo azzurro e aquila imperiale.

Si potrebbe andare avanti per ore raccontando tutte queste storie, ma il senso non cambierebbe: il paese ha dato una grande prova di unità e di efficienza. E ha scoperto di avere una protezione civile meravigliosa. A un certo punto in mezzo alle macerie lavoravano cinque mila persone, volontari, militari, di tutte le regioni italiane e anche stranieri. Ma tutto è stato coordinalo alla perfezione, nessuno ha saltato un pasto caldo, nessuno ha dormito al freddo. E infatti da sotto le macerie sono state estratte più di 200 persone che senza questi interventi, senza questa grande prova collettiva di efficienza, sarebbero rimaste là sotto.

Un po’ di confusione solo nell’offerta, da patte dei cittadini, di generi alimentari e di vestiario. E qui ha ragione Fulvio Coltorti: è ora di smetterla con queste collette, non siano più nell’800. Siamo uno Stato organizzato, moderno, e quindi queste raccolte di scarpe vecchie e di vestiti usati fanno un po’pena (come le raccolte in denaro): a tutto pensi lo Stato attraverso la fiscalità generale. Probabilmente intorno a queste raccolte ci sono anche abusi e truffe. Basta, ci pensi lo Stato.

Se qualche persona generosa vuole fare una donazione, deve sapere a quale ufficio pubblico può rivolgersi.

E poi ci sarà il momento della ricostruzione (con l’inverno alle porte). E nella ricostruzione non bisogna sbagliare. Su questo punto Renzi si gioca una partita molto grande: no a intralci burocratici, non a ruberie e furti. E rapidità, molta rapidità.

Infine, non si può non sottolineare come questa vicenda, nella sua crudeltà, abbia avuto anche un valore politico immenso. Nel giro di poche ore il paese ha fatto piazza pulita di tutte le divisioni e risse politiche, ha fatto decollare gli elicotteri con i cani Usar e i medici e ha spedito lungo le autostrade le colonne mobili di soccorso. Poche ore. Non giorni, ore. Si può stimare che già fra le 7 e le 9 di quella stessa mattina la macchina dei soccorsi, da Bolzano a Torino aveva acceso i motori, con i vari responsabili attenti e allertati.

Un paese che sa fare queste cose, che sa dimostrare questa unità, non merita poi di essere umiliato da una politica che vaneggia e che insegue sciocchezze o che sogna impossibili ritorno a una civiltà silvo-pastorale.

Più di 200 persone sono state estratte vive da sotto le macerie e tutte le altre hanno avuto ricovero e sostegno perché abbiamo impiegato tutti i mezzi offerti dalla moderna tecnologia. Perché siamo un paese moderno. In meno di mezza giornata di tecnici della Croce Rossa di Torino, a centinaia di chilometri da casa, hanno messo su un ricovero adeguato per due mila persone e una mensa. Quelli del Friuli, anche loro lontanissimi da casa e dopo un lungo viaggio hanno fatto la stessa cosa.

E abbiamo usato anche tecniche antiche. Chiunque abbia visto in tv i cani Usar (con le loro insegne: polizia, carabinieri, croce rossa) con i loro accompagnatori frugare fra le macerie non potrà dimenticare quelle scene tanto in fretta.

Insomma, siamo (sono) stati bravi. Nessuno si è tirato indietro. Ripeto: questo paese non merita di essere umiliato da una politica rancorosa e litigiosa.

E Di Maio? Parlava da Licola, provincia di Napoli, tappa del Boat tour del M5s. E questo rovina un po’ tutto: prendi una pala e va a dare una mano, anche te….