Blitz quotidiano
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Twitter e Facebook uccidono Pariscope, una App ha salvato L’Officiel, Parigi e il web

Per cinquant’anni è stato uno dei gesti più naturali dei parigini : passare davanti a un’edicola, il mercoledì mattina,  e comprare il Pariscope. Oppure acquistarlo la sera, prima di andare al cinema o a teatro. Piccolo formato, comodo da mettere in tasca, era la bibbia dell’uomo della strada acculturato, soprattutto se giovane e scapolo. Serviva ad avere gli orari dei cinema, certo, ma anche a scovare il piccolo spettacolo, il filmino o la mostra di cui non parlava nessuno, tantomeno i giornali. Avere il Pariscope in tasca significava essere parigini. E per i turisti, sentirsi come i parigini.

Il 19 ottobre 2016, cinquantun anni e 2.526 numeri dalla fondazione, il Pariscope è uscito per l’ultima volta. Travolto dalla crisi della stampa e dal boom degli smartphone. Nel 2012 vendeva ancora 52 mila copie, adesso si sono dimezzate e le prospettive non sono certo migliori. Hachette, lo storico editore, se n’era già liberato e il nuovo ha deciso di chiudere. La malinconia si è già impadronita di Twitter e Facebook, ma ormai è troppo tardi : come Ikea ha spazzato via i vecchi artigiani, il telefonino spazza via la vecchia carta.

La scomparsa del Pariscope lascia via libera al suo eterno rivale, L’Officiel des spectacles, nato nel 1946. Una quarantina d’anni fa, quand’ero giovane, mi sembrava vecchissimo e per questo avevo presto finito per preferirgli il concorrente. Ma lo stagionato Officiel ha saputo modernizzarsi, ha lanciato un’applicazione per i telefonini, si è associato con una biglietteria di spettacoli online. E adesso potrà aumentare le sue vendite (32 mila copie in giugno) recuperando i lettori del suo rivale. Cercando di adeguarsi, è riuscito finora a sopravvivere. Pariscope e Officiel:una doppia parabola che la dice lunga sull’evoluzione della stampa e soprattutto dei costumi delle nostre società.