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Urbano Cairo, Banca Intesa gli cerca un nuovo socio in Rcs: non ce la fa o dà fastidio?

Urbano Cairo, neo “padrone” di Rcs e del Corriere della Sera, starebbe subendo pressioni, per quanto discrete, da parte di Banca Intesa, che è stata determinante nella scalata, perché si cerchi un socio. La ragione, secondo Giuseppe Turani, che ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business, sarebbe che il primo gruppo editoriale italiano sarebbe un boccone troppo grosso per lui.

Chi conosce un po’ quel mondo, può anche sospettare che Cairo si muova con determinazione nel tentativo di rimettere in sesto i conti della Rcs e che così facendo urti qualche soprammobile di troppo. Questo potrebbe determinare una contro reazione e la spinta a affiancarlo, con varie scuse, per limitarne l’azione. Per gli azionisti del Corriere della Sera, negli ultimi 40 anni almeno, il vero dividendo non è mai stato quello distribuito dalla cassa aziendale, ma quello della influenza esercitata.

Qualche piccola novità da via Solferino. Urbano Cairo sta lavorando giorno e notte, senza tregua, per un paio di ragioni. La prima è che tutti i soldi che aveva li ha messi dentro la Rcs e quindi è un po’ come un marinaio che viaggi con la cambusa vuota. E sarà un viaggio  molto lungo.

La seconda ragione è che la Rcs, rispetto alle imprese editoriali gestite da lui in precedenza, è molto, ma molto più grande. Non si tratta di alcune riviste, ma di un quotidiano che ogni mattina deve essere in edicola in tutta Italia e che costa un occhio della testa. E non è  fatto con collaboratori pagati pochi centesimi a riga, ma di staff redazionali probabilmente fra i più costosi d’Italia, che però sono anche quelli che ”fanno la differenza” fra il Corriere e il resto della stampa.

Situazione, quindi, non semplicissima. Al punto che anche da parte del maggiore sponsor di Cairo, e cioè Banca Intesa, cominciano arrivare segnali un po’ cifrati, ma di cui non è difficile capire il senso: cercati un socio, sia per la parte imprenditoriale che per quella finanziaria, soprattutto per quest’ultima.

E la questione non è di soluzione tanto facile. Di soci imprenditoriali, cioè per la gestione del business, è quasi inutile parlare. Cairo da sempre è uno che fa tutto da solo e a lavorare insieme con altri si troverebbe malissimo. Lui è della categoria “un uomo solo al comando”. E non credo che possa cambiare adesso.

Resta la questione del socio finanziario. E qui, contrariamente a quello che si crede, i candidati potrebbero essere tanti. Ma, ovviamente, vorrebbero qualche tipo di accesso alla cabina di comando e qui di nuovo c’è lo stop di Cairo. In questa avventura ho messo tutto quello che avevo proprio per essere libero di fare di testa mia. E quindi tutto è fermo.

Ma solo in parte. Banca Intesa infatti sta facendo due cose. Continua a mandare i suoi segnali soft a Cairo e intanto si guarda intorno per vedere se c’è in giro qualcuno disposto a tirare fuori un po’ di milioni senza poi infastidire troppo lo stesso Cairo.

Ma l’impresa non è  facile. Possibili soci per il “Corriere” si trovano sempre e quanti se ne vuole, ma tutti vogliono poi un po’ di accesso al giornale.

È sempre stato così e le cose non sono cambiate.