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Veneto mito scoppiato: solo un sub fornitore della Germania

Veneto mito scoppiato di un sub fornitore della Germania

Veneto mito scoppiato di un sub fornitore della Germania

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Difficoltà venete” anche sul sito Uomini & Business:

Ormai si sta scherzando con il fuoco. Dopo alcune vallate toscane e marchigiane, terremotate dai quattro crack bancari, adesso è il Veneto a tremare per i propri istituti di credito, variamente in crisi. E già si parla di interventi straordinari, che forse bisognerebbe cercare di contenere entro limiti ragionevoli.

Rimane però una domanda? Perché tutti questi disastri? La spiegazione, purtroppo, è semplice: quella che era la forza di queste regioni si è tramutata in debolezza. Queste zone erano “forti” perché avevano delle economie locali molto lanciate. Magari un po’  provinciali, un po’ chiuse, ma certamente molto intense. Il Veneto per lungo tempo è stato indicato come una regione-guida, quasi meglio della stessa Lombardia: tutti al lavoro, tutti ricchi, imprese che sorgevano come funghi. Grande consumo di Mercedes, Bmw, Porsche.

Tutto questo, purtroppo, si è rovesciato nel giro di pochi anni. A Arezzo è andato in crisi l’oro, nel Veneto è andato in crisi praticamente tutto.

E le banche locali, guidate magari da boss poco esperti, quando non dissennati, che avevano fatto credito a tutti a occhi chiusi (tanto sembrava di essere su un treno in corsa), di colpo si sono trovate di fronte a una realtà, capovolta rispetto a quella precedente: aziende in crisi, prestiti incagliati, bilanci da far paura.

E, come sempre, la povera gente è la prima a trovarsi nei guai. Se sei mesi fa erano tutti orgogliosi delle loro “banchette”, così gentili e così sollecite, di colpo hanno scoperto che di sicuro (a parte i depositi sotto i 100 mila euro) non c’è più niente. Invece di essere il volano di un’economia forte, questi istituti si sono trasformati in un peso per una regione che già deve fare i conti con un sistema andato in crisi. Una volta, nel Veneto, ogni giorno i carabinieri trovavano uno scantinato affollato di lavoratori  extracomunitari rigorosamente in nero: il “miracolo” era anche questo. Ma si lavorava tanto.

Oggi quegli stessi scantinati sono vuoti. E spesso sono spariti anche i padroni che stavano al primo piano (al piano terra c’era la fabbrica “ufficiale”).

Ricostruire l’economia del Veneto non sarà facile, anche perché in gran parte altro non era che la sub-fornitrice della grande economia tedesca. Se questa non riparte come un diavolo, nelle pianure venete la crisi non se ne andrà tanto presto.

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