Blitz quotidiano
powered by aruba

Canone Rai in bolletta: se non lo si riuscisse a pagare mai?

Canone Rai in bolletta: rischio di farsa. Perché parte da luglio la "riforma"? Secondo Vincenzo Vita la spiegazione è che il Governo è ancora in alto mare e rischia di arenarsi fra mille difficoltà

La foto di di Vincenzo Vita

Leggi tutti gli articoli di Vincenzo Vita

ROMA – Canone Rai in bolletta: rischio di finale con farsa. Perché dovrebbe partire da luglio la “riforma”? Secondo Vincenzo Vita la spiegazione è che il Governo è ancora in alto mare. Inserire il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica si sta rivelando una impresa ben più difficile di come poteva sembrare annunciando la decisione. Vincenzo Vita ha pubblicato questo articolo anche sul “il manifesto”, con il titolo “Canone bollente”.

Una delle caratteristiche dell’attuale ideologia dominante è l’aver confuso e sovrapposto i significati di “vero” e “verosimile”. E si è progressivamente affermata una qualche tolleranza rispetto a ciò che sconfina nella menzogna. Quest’ultima, non necessariamente, è la pura e dolosa contraffazione della realtà. Può essere, semplicemente, il ricorso alle omissioni o alla rappresentazione di comodo dei fatti. Temi trattati in profondità da Franco Rositi (2014, “I valori e le regole”), per chi volesse approfondire. La riflessione ben si adatta alla più modesta questione del canone rai.

Infatti, dopo un anno e mezzo di annunci e una decisione formale assunta dalla legge di stabilità 2016, varata a fine dicembre, qualcosa proprio non quadra.

Riassumiamo. Il canone Rai è una imposta sul pos degli apparecchi, secondo una consolidata giurisprudenza che ne ha sempre sottolineato la particolare natura. La recente normativa ne ha dirottato il pagamento nella bolletta elettrica. 100 euro in luogo di 113,5; con la previsione di in incremento sostanzioso delle entrate rispetto all’evasione altissima registrata con i  vecchi bollettini, che sfiorava il 30%.

Ma perché dopo gli strilli (e se ne parla da anni, essendovi state proposte di legge al riguardo nella passata legislatura) e una così lunga incubazione si pagherà la prima rata -70 euro- solo a luglio? Tra l’altro, i gestori elettrici dopo l’avvenuta liberalizzazione sono circa quattrocento. Sono tutti d’accordo?

E la procedura per chi si vuole autoescludere dal pagamento perché non ha la televisione è semplice o infarcita di latinorum burocratico?

O per chi ha la casa coincidente con un piccolo esercizio commerciale? E i cosiddetti canoni speciali, dove si annida la parte maggiore dell’evasione, non sono toccati dalle modifiche?

Gli stessi spot trasmessi dalla Rai sembrano infondere tranquillità. E allora come mai se ne parlerà solo in estate? Insomma, la versione ufficiale ha diversi buchi ed è contraddittoria.

Se il quadro fosse determinato nei vari aspetti, non ci sarebbe motivo di partire in estate. Non sarà che l’incrocio tra le banche dati  è complesso e non facilmente perseguibile? La prova provata è l’assenza del decreto ministeriale previsto dalle legge di stabilità, senza il quale la stessa base giuridica dell’operazione non è solida.

Sono in ballo quasi due miliardi di euro, dentro cui si devono calcolare pure i fondi previsti –ad esempio- per le emittenti locali. Parlare di servizio pubblico senza chiarezza sulle risorse diventa un’esercitazione retorica farisaica. Appunto, verosimile magari: non vera.

Tra l’altro, è prossima la scadenza della concessione dello Stato. A maggio si verrà a “reificare” l’annoso dibattito sulla natura dell’azienda pubblica, nient’affatto risolto dalla recente (contro)riforma, che ha incoronato l’amministratore delegato di espressione governativa, senza affrontare il significato del concetto di “pubblico” nell’era delle molteplici piattaforme tecnologiche. Se ne parlerà in un apposito decreto delegato. Al solito. Eppure, proprio il canone sarebbe stato l’occasione per ridefinire principi e missioni, vincolandoli ad un preciso decalogo di compiti, dando voce ai cittadini attraverso una consultazione pubblica, come si usa fare con la Bbc nel Regno unito. Il rischio è che il Governo, arrivato impreparato alla scadenza, abbia difficoltà a trovare ora soluzioni certe. E tra gli scogli della navigazione c’è il pericolo del naufragio. La “rivoluzione” finirà come il Tecoppa del teatro milanese?

Immagine 1 di 8
  • Capodanno in anticipo, bestemmia in diretta: gaffe Rai 2016 2L'sms di auguri con bestemmia inclusa...
  • Foto Roberto Monaldo / LaPresse
  • Canone Rai in bolletta da pagare in 10 rate
  • Valentina Lodovini a Porta a Porta
  • Matteo Renzi in studio da Lucia Annunziata
  • Monica Maggioni (Foto Lapresse)
  • Da sinistra in alto, Rita Borioni, Carlo Freccero, Paolo Messa, Giancarlo Mazzucca, Arturo Diaconale, Guelfo Guelfi, Franco Siddi. ANSA
Immagine 1 di 8

 

 

 


PER SAPERNE DI PIU'