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Vaccini e autismo nessun nesso: ma che c’entrano i giudici?

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ROMA – Vaccini e autismo nessun nesso: ma che c’entrano i giudici? I giudici di Trani hanno stabilito che non esiste alcuna relazione tra le vaccinazioni trivalenti e l’insorgenza di una patologia grave come l’autismo. I giudici hanno cioè dato torto ai genitori di Bari che hanno fatto causa contro ignoti per lesioni personali gravissime ai danni dei loro due figli, non essendo fondata la consulenza di parte del medico della Polizia di Stato Massimo Montinari che invece aveva individuato nell’insorgenza post-vaccinale la causa della malattia.

In pratica, la Procura di Trani ha prima offerto tribuna e credibilità a una perizia e a una letteratura contrarie alle vaccinazioni che contrasta con tutte le evidenze del metodo scientifico e con le raccomandazioni di tutte le autorità sanitarie a ogni livello (dall’Istituto superiore della Sanità all’Organizzazione mondiale della Sanità), poi la stessa Procura gli ha dato torto. Ma con una relazione finale che introduce test ematici di cui non esiste letteratura medica e contestata un minuto dopo la sua divulgazione dallo stesso consulente dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, che i giudici hanno voluto accanto.

Il quale afferma che non c’è nessun test del sangue in grado di valutare il rischio di effetti collaterali legati alle vaccinazioni. “Sono stato sempre contrario ai test vaccinali perché non esistono, io ho paura che si tratti di un refuso nella versione finale del rapporto, perché io avevo chiesto di togliere qualsiasi riferimento ai test – afferma Rezza -. La cosa importante è che la sentenza si sia basata sulla realtà scientifica, che esclude la correlazione tra autismo e vaccini, dopo di che si dice di essere più scrupolosi nella anamnesi dei vaccinandi e nel dare informazioni accurate. Sui test vaccinali c’è un errore, perché non esistono”.

Capito? I giudici introducono test del sangue quale principio di cautela (chi non sarebbe d’accordo?) e in diretta polemica addirittura con l’Oms. “Queste linee guida (dei tre organismi, ndr) – è scritto nella consulenza collegiale firmata da Rezza e dai medici Aldo Ferrara e Francesca Fusco – sembrerebbero invece finalizzate solo a promuovere le vaccinazioni pediatriche focalizzandosi semplicemente sulla loro utilità nell’evitare quella specifica patologia per cui il vaccino è stato preparato”. “L’Oms – proseguono i consulenti – dimentica per esempio di consigliare una attenta e dettagliata raccolta anamnestica delle condizioni fisiologiche e patologiche del bambino”.

A Trani ci sono giudici che si intestano prerogative medico-scientifiche delle quali non hanno – e non potrebbero avere – contezza alcuna. Da Di Bella a Stamina, da Xylella ai vaccini, il vero morbo è il protagonismo giudiziario, come ricordava Gilberto Corbellini qualche tempo fa nella sua inesausta battaglia contro il risorgere di diffidenza, ostilità, complottismo irrazionali contro le acquisizioni della scienza.

Di simile c’è il protagonismo di alcuni magistrati – dice al Foglio Gilberto Corbellini, epistemologo e storico della Medicina alla Sapienza – e il fatto che si tratta di situazioni in cui bisogna intervenire per affrontare un’urgenza, magari sotto la pressione mediatica e popolare […] Istintivamente pensiamo che se accade qualcosa di negativo c’è qualche disegno malvagio in atto, tipicamente un complotto, e molto spesso vengono additate le ‘multinazionali’ come quelle farmaceutiche nel caso Di Bella, Stamina e dei vaccini. Mentre nel caso degli ulivi lo spauracchio è Monsanto.

Il fatto è che i magistrati a livello di indagine e nei procedimenti di primo grado possono totalmente astenersi da un quadro di conoscenze scientifiche accreditate, poi però nella maggior parte dei casi queste sentenze sono ribaltate quando si arriva in Cassazione, dove c’è una valutazione più in linea con il principio costituzionale della libertà di ricerca scientifica e dove si fa proprio un quadro epistemologico di tipo scientifico. (Intervista a Gilberto Corbellini, Il Foglio)