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Camilla e il principe Carlo, cosa è successo e poi la rottura con Diana

Camilla e il principe Carlo, cosa è successo e poi la rottura con Diana

Camilla e il principe Carlo, cosa è successo e poi la rottura con Diana

LONDRA – La storia d’amore tra Carlo d’Inghilterra e Camilla, ovvero quando gli opposti si attraggono: lei sicura di sé, seducente, in casa l’adoravano mentre il principe era tormentato, infelice e non si era mai sentito veramente amato dai genitori.

Il Daily Mail, pubblica un ulteriore stralcio del libro di Penny Junior “The Duchess: The Untold Story” (La duchessa: la storia mai raccontata), l’esplosiva biografia di Camilla, attuale moglie di Carlo e duchessa di Cornovaglia, che rivela cosa c’è dietro la rottura del matrimonio con Diana.

Per sposare Carlo, Camilla ha dovuto superare momenti molto difficili ma il senso dell’umorismo e l’amore per la vita l’hanno aiutata a realizzare i suoi sogni. Come tutte le ragazze di buona famiglia, frequentava il Pony Club ed è lì che scoprì i ragazzi, iniziò ad avere le prime esperienze: il primo bacio a 12 o 13 anni e il primo rapporto a 17 o 18 anni.

Era adorata dai suoi genitori, il padre Bruce Shand era una persona dolce, saggia, divertente, amava la musica, i cavalli e la mamma Rosalind oltre a essere dolce e gentile era quella che in famiglia aveva i soldi: una fortuna accumulata dal bisnonno Thomas Cubitt, un mastro costruttore di umili origini del Norfolk che aveva costruito Osborn House, ritiro della regina Vittoria nell’Isola di Wight, vinto un appalto per ampliare Buckingham Palace e progettato e costruito i grandi mazzini di Londra nel West End.

Camilla frequentava scuole private ma non era interessata all’università: come tutte le ragazze, si preparava al matrimonio. Dopo una breve permanenza a Parigi, nel 1965 tornò a Londra e iniziò a lavorare da Colefax e Fowler, un’esclusiva società di arredamento d’interni ma durò appena una settimana: fu licenziata dal capo a causa di un ritardo.

L’infanzia e l’adolescenza di Carlo non furono altrettanto piacevoli: i genitori erano sempre lontani, quando aveva tre anni la mamma diventò regina e fu costretta a porre la famiglia in secondo piano. Elisabetta e Filippo partivano all’estero per mesi ed era impensabile portare i figli ma ora i reali hanno fatto tesoro di quell’esperienza e Charlotte e George, figli di Kate e Williams, viaggiano spesso con i genitori.

Negli anni ’50 era impensabile: Carlo e Anna, venivano lasciati a palazzo con la terribile bambinaia Helen Lightbody e alle cure della regina madre, la nonna che per il principe diventò un punto di riferimento. E il padre, Filippo di Edimburgo, con Carlo era duro. Quando Elisabetta è diventata regina, Filippo aveva lasciato una promettente carriera nella Marina, spesso è stato visto come un vecchio pazzo irascibile e reazionario che faceva figuracce. Ed era noto per aver ridotto in lacrime uomini adulti con i suoi commenti taglienti e l’atteggiamento prepotente.

Filippo decise che Gordonstoun, la sua vecchia scuola in Scozia, avrebbe forgiato il figlio. Così a 13 anni, invece di frequentare Eton, vicino casa e gli amici, Carlo fu spedito a nord della Scozia, sotto un regime spartano e duro, lontano dalla famiglia e totalmente infelice.

A parte il cugino Norton Romsey, che a quel tempo non conosceva, non aveva amici anzi, era oggetto di bullismo: nel dormitorio, la notte veniva regolarmente preso a cuscinate perché russava e sul campo di rugby preso a calci e pugni. Scriveva lettere disperate:”ho paura ad andare a letto… qui è un inferno e vorrei poter tornare a casa”.

Il padre Filippo, al preside della scuola aveva dato precise istruzioni: non doveva ricevere un trattamento speciale.
Dopo due lunghi e infelici anni, Carlo finalmente strinse qualche amicizia, suonava il violoncello in una band, si divertiva a imitare alcuni professori e quei momenti perdeva la timidezza, era sicuro di sé.

Carlo successivamente si laureò a Cambridge, primo della famiglia reale, ed entrò a far parte delle Forze Armate: dalla Raf, dove ottenne il brevetto di pilota in meno di 5 mesi e poi passò al Royal Naval College di Dartmouth e fu il primo nel corso di navigazione e arte marinaresca. Ma i genitori non parteciparono alla cerimonia, era presente solo lo zio Louis, duca di Mountbatten, che definiva “nonno onorario”.

E’ come se i genitori, scrive la Junor, fossero incapaci di esprimere il loro orgoglio o dare l’incoraggiamento di cui aveva disperatamente bisogno. E ancora oggi, non si vedono spesso insieme Carlo, Camilla, Filippo ed Elisabetta per un impegno pubblico. Ma ciò che è incredibile è che i suoi genitori controllino, e quindi tacitamente approvino, i suoi successi: come quello della nuova città di Poundbury nel Dorset, in cui Carlo ha attuato le sue idee anticonvenzionali sulla pianificazione urbanistica. Ad esempio, la costruzione di edifici in modo tale che per gli spostamenti quotidiani non ci sia bisogno di utilizzare l’auto.

A fronte delle critiche, Poundbury è una comunità con 3.000 persone, c’è un basso tasso di criminalità, pochi incidenti e prezzi immobiliari in rapida ascesa. Inoltre, osserva la Junor, ingegneri, progettisti, esperti del traffico e architetti arrivano da tutto il mondo per conoscere questo modello di pianificazione urbanistica. E Carlo, con questo successo sperava finalmente di impressionare favorevolmente il duca di Edimburgo e la regina ma per tutta la cerimonia non c’è stato l’accenno di un sorriso o di uno sguardo di ammirazione. Il duca ha detto:”Ben fatto”, cosa rara quanto inaspettata e la madre regalato un sorriso.

Il principe è cresciuto avendo tutto ciò che, sul piano materiale, poteva desiderare ma nessuna ricchezza o privilegio possono compensare una privazione emotiva vissuta in tenera età. Rispetto al resto della famiglia reale, Carlo è un uomo rinascimentale, mosso dalla bellezza, dalla musica, dall’arte. Ama la caccia, la pesca, ma è al contempo profondamente spirituale. Ed è stata Camilla a infondergli coraggio, a incoraggiarlo in ciò che ha fatto negli ultimi decenni: finalmente si è sentito amato e sostenuto.

Dopo il divorzio da Diana, l’attuale duchessa è stata presentata ad alcuni membri dello staff del principe, avvertiti di mantenere il silenzio. Sandy Henney, numero due dell’ufficio stampa di Carlo, afferma che Camilla sapeva semplificare le cose quando il principe perdeva le staffe e per questo le è stato sempre immensamente grato.

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