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Cara Delevingne trasgressiva? Non quanto la sua prozia Doris…

LONDRA – Pensate che Cara Delevingne sia trasgressiva? Impallidisce a confronto alla prozia Doris che sedusse Winston Churchill, il figlio Randolph Churchill e amava scandalizzare l’High Society londinese. Doris Delevingne, morta nel 1942, appare in una foto inedita al Lido di Venazia, in compagnia dell’ex amante Cecil Beaton, nel nuovo libro: “Cecile Beaton at home:an interior life”.

Ma Doris è presente anche in un altro libro: “The mistress of Mayfair: Men, money, and the marriage of Doris Delevingne”, di Lyndsy Spence, in uscita il 7 novembre, edito da The History Press, di cui il Mail Online pubblica uno stralcio. Il Visconte Castlerosse, erede della contea di Kenmare, Irlanda, dal momento in cui ha incontrato Doris, ha bruciato di passione. Vedendola apparire così bella, bionda e chic, nel night club St. James a Londra, dove il visconte stava annegando il suo dolore per non aver scommesso sul cavallo vincente, si sentì improvvisamente euforico, scrive il Daily Mail.

Castlerosse era corpulento, calvo, e sembrava più vecchio dei suoi 37 anni ma Doris, che ne aveva dieci di meno, conosceva la sua fama di giornalista di successo nell’High Sociey e rispose alle sue lusinghe. A lui girò la testa ancora di più e pubblicò una sua foto accanto a quella di altre bellezze dell’alta società, sul giornale londinese Sunday Express.

Doris che era affezionata a lui, era ammirata per il suo senso dell’umorismo e Castlerosse era ossessionato, la seguiva ovunque andasse. Lei, in cambio di regali e denaro, continuava ad avere incontri occasionali con altri uomini e temeva che l’ingerenza del Visconte, potesse far saltare il suo stile di vita ma d’altra parte, era consapevole che lui poteva aprire porte che ad altri erano chiuse: la famiglia Kenmares, aveva alle spalle una lunga frequentazione con i reali d’Inghilterra.

In piena furia competitiva con i suoi rivali, Castlerosse iniziò a inviarle gioielli, pellicce, quadri, il che aumentò ancora di più i suoi debiti. I loro amici, sconsigliarono il matrimonio ma non furono ascoltati. La madre del visconte, Lady Kenmare, minacciò di interrompere i finanziamenti. Ma Castlerosse era come ipnotizzato e pensava che Doris fosse “bella da togliere il fiato: “lineamenti delicati come un sensibile cervo e la forza, la grazia di una pantera”. Era attratto dal comportamento “schietto, scandaloso e spudorato”.

Doris era molto ammirata e in pubblico amava fare scenate: al ristorante chiamava manager e chef col solo scopo di rimproverarli per la posizione della tavola, la temperatura del vino e la qualità del cibo ma, ha ricordato un ammiratore “nessuno sembrava risentirsi”.
L’idillio con il visconte durò poco: non poteva pagare le proprie bollette, figurarsi se poteva permettersi le spese di Doris che ammontavano a 100 sterline a settimana: ma lei, non era disposta ad alcun compromesso.

“Se hai problemi, disse a Castlerosse, in futuro pagherò tutto io”, il matrimonio per l’affascinante Doris era solo un cambiamento di nome. Morale e visione della vita erano le stesse, non pensava fosse necessario cambiare gli amici o il suo atteggiamento. Si dedicava a opere di beneficenza ma il marito le bollò come pagliacciate e l’accusò di infedeltà.

Molte delle relazioni di Doris era occasionali e Doris non le riteneva un adulterio, al punto che innocentemente disse al marito che per gli uomini era come “una calamita”. Umiliato, il visconte chiese un po’ più obbedienza e discrezione ma nel giro di poche settimane tutti a Mayfair parlavano dei litigi privati della coppia, trasformandole in uno spettacolo pubblico.

Dopo sei settimane, Doris tornò nella sua casa a Deanery Street, appena fuori Park Lane: il rientro fu dovuto a una discussione che, ancora una volta, si era trasformata in una lotta fisica. Doris voleva il divorzio, sapendo che se non si fosse risposata non avrebbe perso il titolo di viscontessa Castlerosse e tra la coppia, iniziò una battaglia lunga dieci anni.

Nel 1930, la donna incontrò Winston Churchill e, secondo alcuni gossip, dormirono insieme a Parigi, all’Hotel Ritz; pare che la nottata fu così entusiasmante da sollecitare i complimenti di Churchill sulle capacità amatorie di Doris. Ma la prozia di Cara Delenvigne, iniziò a guardare uomini più giovani, tra cui Tom Mitford, che a 21 anni, era giò noto per le sue relazioni con donne sposate più grandi. Ma per Doris non era abbastanza ricco e nel 1932 iniziò una relazione con il 21enne Randolph Churchill.

Un Winston allarmato cercò di intervenire e far tornare un po’ di buon senso al figlio. A Londra, la storia era oggetto di pettegolezzi e Doris fava poco per nasconderla a Castlerosse. Ma aveva in quel momento un alleato, Gerald Tyrwhitt-Wilson, l’eccentrico barone Berners, pronto a difenderla e a offrire sostegno finanziario, nonché la sua casa come un rifugio: in effetti, diventò la seconda abitazione dell’eccentrica Doris.

Fu poi la volta di Cecil Beaton, fotografo della famiglia reale: lei arrivò all’incontro a Faringdon House con la sua Rolls Royce Phantom guidata dall’autista, i suoi bauli, uno scrigno con i preziosi gioielli Cartier, regali dei diversi amanti collezionati negli anni. Cecil era omose**uale e non fece la prima mossa: ci pensò Doris che sparse sul letto delle tuberose “il più sensuale dei profumi” e il fotografo cedette al suo fascino. Il fatto che fosse omose**uale per lei non era un problema e gli disse:”Non esiste un uomo impo**nte ma solo una donna incompetente”.

In un’epoca in cui l’omo**essualità era illegale, lei cercava di far credere che stesse curando il suo orientamento ma, in realtà, aveva una passione profonda per Beaton, nonostante lui l’avvertisse ripetutamente che era “terribilmente omose**uale”. Una storia che potrebbe sembrare fondata sull’inganno ma erano molto simili: arrivisti, con un astuto senso di protagonismo.

Quando Castlerosse seppe della relazione, pensò che fosse uno scherzo e disse a un amico: “Non credevo che Doris fosse les**ca”. Non ne rimane sconvolto, quello di Beaton fu solo un nome in più da aggiungere alla lista di prove per il divorzio. Doris quando si trattava di se**o non si faceva scrupoli e lo ha usato come mezzo per ottenere ciò che voleva. Un mezzo di sopravvivenza e per mantenere uno stile di vita dispendioso anche se a un’amica, Phyllis de Janzé, rivelò che per raggiungerlo si era sacrificata molto.

“Potresti credere che fare l’amore sia divertente”, affermò “ma quando, come faccio io, è con vecchi sporcaccioni, ci ripenseresti”.

Doris e Castlerosse divorziarono nel 1938 e a Londra fu un caso molto difficile e chiacchierato. Doris ebbe successivamente una relazione le**ica con una ricca  americana, Margot Hoffman, e si trasferì a New York all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Quando anche questo rapporto si concluse, non ebbe altra scelta che vendere i gioielli e i ritratti che Winston Churcill aveva dipinto per lei. Ritornò in Inghilterra senza un soldo, dopo aver impegnato l’ultimo dei suoi diamanti. Ignara che in tempo di guerra fosse illegale, quando si rese conto che doveva essere indagata dalla polizia, ingerì una dose letale di barbiturici. Non riprese mai conoscenza e morì, a 42 anni, nell’ospedale St. Mary a Paddington, nel dicembre del 1942.

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