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Emis Killa istiga al femminicidio? L’accusa a “Tre messaggi in segreteria”

MILANO – Emis Killa ha scritto un’ode al femminicidio? La polemica sui social è accesissima contro il rapper a causa della canzone “Tre messaggi in segreteria”. Prima di leggere la risposta del cantante alle polemiche è il caso di leggere il testo, oggettivamente piuttosto forte:

So che sei in casa però non rispondi. Finestre chiuse tu lì che mi ascolti. Io con le idee confuse, tu che confondi tutte le mie scuse per stalking. Ennesimo messaggio dopo il bip. Ho provato a contattarti mercoledì. Perché ho un amico che ti ha vista in centro. Che parlavi con uno e io non ci sto dentro.

Lo so sono egoista, un bastardo, ma preferisco saperti morta che con un altro.

Ultimamente ciò pensieri scuri. Non credo a niente è inutile che giuri. Ieri era il mio compleanno lo sanno anche i muri. Io ti aspettavo, tu nemmeno mi hai fatto gli auguri. Eri stata avvertita, ricordi quegli scleri. Io te l’avevo detto vengono i problemi seri.

E ora hai paura perché tutti quei brutti pensieri. Da qualche giorno hanno iniziato a diventare veri. E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza. Pieno di cattive idee dettate da una sbronza. Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti. Non mi dire di calmarmi, è tardi stronza. Fanculo al senso di colpa, non ci saranno sbocchi.

Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi. Io ci ho provato e tu mi hai detto no. E ora con quella cornetta ti ci strozzerò.

Su Twitter e Facebook molti si sono indignati al punto che Emis Killa ha scritto un lingo post su Fb:

Emis Killa istiga al femminicidio? Ora che ho la vostra attenzione leggete le righe che seguono. In questi giorni sta andando tutto bene, gli instore procedono e il disco sta piacendo molto, però sta succedendo anche altro. Si parla di “3 messaggi in segreteria” , e certi lo fanno come se istigasse alla violenza sulle donne. In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla.

Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza. E’ il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio. Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l’attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società. Come artista è mio privilegio e mio compito raccontare storie e far pensare chi mi ascolta. Quando creo canzoni creo mondi, a volte colorati, a volte crudi. Nelle canzoni racconto la realtà, che a volte è orribile, a volte è sbagliata, ma mai possiamo far finta che non esista. Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l’ho fatto coi modi e le parole che sono mie. Nella conferenza stampa di presentazione l’avevo spiegato ai giornalisti e il senso e lo spirito del mio pezzo era stato ben compreso.

Spero che un brano così forte spinga soprattutto i più giovani e chi ignora questi fatti a farsi due domande e a non ignorarli. Non temo assolutamente che qualcuno pensi ad emulare il personaggio che interpreto, sarebbe come temere che chi legge gialli poi diventasse un serial killer. Amo e rispetto l’universo femminile a cui credo di aver dedicato belle parole nel corso della mia discografia; ci sta che qualcuno abbia frainteso lo spirito del brano, ma a volte una nota stonata spicca più delle altre in mezzo all’armonia. Un saluto a tutti. Emis Killa